Personalizzare i moduli di SharePoint con PowerApps

In questo articolo illustreremo un semplice esempio di come sia possibile creare moduli separati per creare, mostrare o modificare un oggetto.

Il punto di partenza è una lista SharePoint che è stata personalizzata ed il cui scopo è quello di tracciare le richieste di servizio.

Lista SharePoint personalizzata

È possibile creare un modulo personalizzato per questa lista utilizzando
PowerApps > Customize forms ma il modulo generato di default utilizzerà il medesimo modulo per creare, visualizzare o modificare un oggetto. Sarà quindi necessario customizzare il modulo ulteriormente creandone di separati per i tre scenari.

Step 1: cliccheremo nuovamente su “Customize” dal modulo di default per lanciare PowerApps Studio.

Personalizza i moduli di SharePoint con PowerApps

Step 2: una volta all’interno di PowerApps Studio, duplichiamo FormScreen1 due volte per creare tre screen nell’app.

tre screen PowerApps

È più facile duplicare gli screen che crearne di nuovi poiché in questo modo impostiamo DataSource, oggetto e proprietà OnSuccess nei moduli corretti.

Step 3: rinominiamo ora gli screen e i moduli in modo che sia più semplici usarli nelle formule.

Screen rinominati: moduli di SharePoint customizzati con PowerApps

Step 4: ora bisogna impostare le formule per mostrare i diversi moduli quando vengono intraprese azioni dall’utente.
In questo caso, selezioniamo il comando SharePointIntegration ed impostiamo le formule per raggiungere lo schermo.
Creiamo anche una variabile “SharePointFormMode” che verrà utilizzata nello Step 5.

Per ottenere questo risultato, impostiamo le seguenti formule nel comando SharePointIntegration:

  • OnNewSet(SharePointFormMode, “CreateForm”); NewForm(CreateItemForm); Navigate(CreateScreen, ScreenTransition.None)
  • OnEditSet(SharePointFormMode, “EditForm”); EditForm(EditItemForm); Navigate(EditScreen, ScreenTransition.None)
  • OnViewSet(SharePointFormMode, “ShowForm”); ViewForm(ShowItemForm); Navigate(ShowScreen, ScreenTransition.None)

ATTENZIONE: se state utilizzando PowerApps in italiano, i valori saranno i seguenti:

  • OnNewSet(SharePointFormMode; “CreateForm”);; NewForm(CreateItemForm);; Navigate(CreateScreen; ScreenTransition.None)
  • OnEditSet(SharePointFormMode; “EditForm”);; EditForm(EditItemForm);; Navigate(EditScreen; ScreenTransition.None)
  • OnViewSet(SharePointFormMode; “ShowForm”);; ViewForm(ShowItemForm);; Navigate(ShowScreen; ScreenTransition.None)

Step 5: per gestire la form submission e resettare il modulo nella maniera corretta, è stata aggiornata la formula OnSave & OnCancel.
Utilizziamo ora la variabile creata nello Step 4 per decidere quale modulo inserire o resettare.
Impostiamo le seguente formule nel comando SharePointIntegration:

  • OnSaveIf(SharePointFormMode=”CreateForm”, SubmitForm(CreateItemForm), If(SharePointFormMode=”EditForm”, SubmitForm(EditItemForm)))
  • OnCancelIf(SharePointFormMode=”CreateForm”, ResetForm(CreateItemForm), If(SharePointFormMode=”EditForm”, ResetForm(EditItemForm)))

ATTENZIONE: se state utilizzando PowerApps in italiano, i valori saranno i seguenti:

  • OnSaveIf(SharePointFormMode=”CreateForm”; SubmitForm(CreateItemForm); If(SharePointFormMode=”EditForm”; SubmitForm(EditItemForm)))
  • OnCancelIf(SharePointFormMode=”CreateForm”; ResetForm(CreateItemForm); If(SharePointFormMode=”EditForm”; ResetForm(EditItemForm)))

Step 6: a questo punto possiamo personalizzare i singoli moduli in maniera diversa. Possiamo cambiare il numero dei campi mostrati in ogni modulo per aggiungere testo utile suo ogni screen.

Step 7: per concludere, Salviamo e Pubblichiamo il modulo e torniamo all’elenco SharePoint. Possiamo provare i diversi scenari per vedere tre diversi moduli.
Tre moduli SharePoint

Con questi 7 passaggi avete a disposizione diversi moduli con cui creare, visualizzare e modificare diversi oggetti del vostro elenco SharePoint.
I moduli vengono incorporati nell’elenco di SharePoint e sono disponibili per tutti gli utenti dell’elenco.

Microsoft Whiteboard è disponibile in versione preview!

Lo scorso mese, Microsoft ha iniziato la distribuzione dell’app Microsoft Whiteboard in versione preview. Si tratta di una lavagna digitale per il disegno a mano libera in cui persone, idee e contenuto si uniscono in una collaborazione creativa: ad oggi è disponibile il download gratuito per i dispositivi Windows 10.
Con questo nuovo strumento è possibile disegnare sulle immagini, creare mockup, condividere note e appunti su una lavagna virtuale. L’app è pensata per gruppi di lavoro: per creare, scoprire, collaborare a progetti e condividerli su schermi di grandi dimensioni, come fossero grandi lavagne virtuali.

Microsoft Whiteboard è una tela digitale su cui disegnare a mano libera idee e contenuti ed è il mezzo attraverso cui dall’ideazione di un progetto si realizza il prodotto finale. È lo strumento ideale per chi deve ideare, iterare e lavorare insieme dal vivo o da remoto su più dispositivi.

Collabora senza sforzi
Microsoft Whiteboard app in preview

La superficie senza limiti assicura agli utenti tutta l’immaginazione di cui hanno bisogno e fornisce spazio per le idee di ognuno. Potrai lavorare con i tuoi colleghi, sia che si trovino nella tua stessa stanza, sia che si colleghino da qualsiasi luogo del mondo tramite una collaborazione in tempo reale da molteplici dispositivi. Potrai vedere su cosa stanno lavorando gli altri utenti e gli aggiornamenti/modifiche che stanno apportando: aggiunta di immagini, appunti o creazione di diagrammi. Ora anche chi lavora da remoto può godere di un’esperienza completa, prendere parte al gruppo di lavoro e partecipare a discussioni e brainstorming.

Lavora in modo naturale
Microsoft Whiteboard app in preview

Microsoft Whiteboard in preview ti permette di lavorare nel modo più naturale possibile.
La tecnologia touch-first ti permette di eseguire gesti fluidi e naturali direttamente con le dita, mentre la pen-first consente tratti più fini e dettagliati.
Utilizzando la penna, potrai prendere appunti ed annotare suggerimenti e note, disegnare illustrazioni precise o cercare immagini dal web.
Utilizzando il tocco delle dita, potrai scorrere e passare attraverso le diverse sezioni della lavagna, ruotare il righello virtuale all’angolazione desiderata e trascinare immagini per creare una pila fotografica.
In sintesi, che utilizzi una penna o le dita, Microsoft Whiteboard Preview carpisce le tue necessità e ti fornisce il risultato desiderato in maniera istantanea.

Crea in modo digitale
Microsoft Whiteboard app in preview

Grazie alla preview di Microsoft Whiteboard, potrai utilizzare l’inchiostro intelligente. Questo meccanismo riconosce il disegno a mano libera e lo trasforma in forme geometriche standard. In questo modo creerai tabelle, diagrammi e diagrammi di flusso dalla semplice e rapida realizzazione ma a grande impatto visivo.
Inoltre, a differenza delle lavagne tradizionali, l’app salva automaticamente le tue schede permettendoti di riprendere il lavoro da dove l’hai lasciato e di condividere il link al tuo progetto: i tuoi collaboratori potranno riprendere il tuo lavoro, modificarlo e completarlo. Non dovrai fare foto al progetto ed inviarle via email ogni qualvolta viene apportata una modifica.

FAQ
Dove posso scaricare Microsoft Whiteboard?
L’app può essere scaricata dal Microsoft Store ed installata su qualsiasi PC o tablet Windows 10 e Windows 10 S.

Di quale account ho bisogno per utilizzare l’app?
Puoi utilizzare l’app per il disegno anche senza avere un account e quindi una licenza. Per salvare i progetti, però, devi eseguire l’accesso con un account Microsoft (Outlool, Hotmail, Live ecc), o un account Office 365. Per collaborare con gli altri partecipanti al progetto, almeno uno dei partecipanti deve essere in possesso di un account Office 365.

Se sei l’utilizzatore finale…
Durante il periodo di preview, per far sì che gli utenti possano utilizzare Microsoft Whiteboard, è necessario che l’amministratore IT abiliti l’utilizzo dell’app dal portale di amministrazione.

Se sei l’amministratore IT…
L’app, durante la fase di preview è disabilitata di default. Per abilitarla segui le istruzioni disponibili all’articolo Whiteboard Public Preview.

In quali regioni è disponibile?
L’app è disponibile in tutte le regioni in cui può essere utilizzato Windows. Attualmente l’unica lingua disponibile è l’inglese; a breve le altre, italiano incluso.

È la medesima app disponibile nel Surface Hub?
No, l’app Whiteboad per Surface Hub è destinata ai grandi schermi. Microsoft ha in programma l’unione delle due app al termine del periodo di preview.

News su compliance e sicurezza per Office 365

In un mondo sempre più mobile e cloud, la tecnologia deve essere in costante evoluzione per consentire a persone e aziende di affrontare con successo le sfide del momento.
Microsoft è costantemente a lavoro su Office 365, e su aspetti quali compliance e sicurezza per permettere ai suoi utenti di essere produttivi e di esserlo in modo sicuro.

Sono stati infatti apportati molti aggiornamenti che permetteranno alla tua azienda di soddisfare gli obiettivi di compliance e sicurezza, inclusi gli aspetti di conformità e osservanza del General Data Protection Regulation (GDPR), insieme a miglioramenti ad Advanced Threat Protection, eDiscovery e Advanced Data Governance.

Raggiungi i tuoi obiettivi di compliance e preparati per il GDPR
Raggiungere la compliance aziendale può essere un arduo compito. Microsoft ha perciò perfezionato una serie di funzioni che ti aiuteranno a rimanere al passo con norme e regole che riguardano la tua azienda e permetteranno di definire ed implementare gli strumenti adatti a proteggere e gestire i dati.

Prepararsi al GDPR
In un mondo in cui l’evoluzione della tecnologia e l’innovazione del cloud stanno democratizzando dati ed alimentando la trasformazione digitale, l’utilizzo incrementale di dati personali per fornire un’esperienza cliente sempre migliore rendono necessari nuovi obblighi legali in termini di compliance e sicurezza – come il regolamento GDPR – e richiedono agli utenti una gestione sempre più attenta ed un’amministrazione precisa dei dati. Microsoft Office 365 offre un set completo di servizi che aiutano e supportano gli utenti con la compliance GDPR, mentre il recentemente annunciato Compliance Manager è lo strumento idelale per valutare e gestire i rischi di compliance.

Compliance Manager in Public Preview
La compliance sulla protezione dai dati è un processo complesso e frammentario che spesso richiede una conoscenza approfondita su normative e soluzioni tecnologiche.
Per aiutare la tua azienda ad amministrare i requisiti di compliance da un unica piattaforma, Microsoft ha rilasciato, in Novembre, Compliance Manager in public preview.
Questo strumento ti permette di operare un assessment di rischio della compliance aziendale con norme e standard, come GDPR, ISO 27001 e ISO 27018. Ti aiuta inoltre a collegare le soluzioni di data protection con i requisiti normativi di tuo interesse: permette, ad esempio, di valutare i servizi cloud di Microsoft (ad esempio Office 365) grazie ad informazioni di audit dettagliate.
Per semplificare il workflow, Compliance Manager assegna, traccia e registra le attività relative alla compliance e produce report dettagliati che permettono di essere più preparati alle attività di audit. Per saperne di più su Compliance Manager, visita la pagina Compliance Manager Preview.

Office 365 Advanced eDiscovery
Molte aziende hanno dati che si trovano all’esterno di Office 365, incluse le legacy file shares, archivi o altri servizi cloud che possono essere relativi ad un case eDiscovery.
L’analisi di dati non Office 365, annunciato quale aggiornamento di Advanced eDiscovery nel mese di Settembre, è ora disponibile e permette alle aziende di importare la copia di questi dati all’interno di un container specifico di Azure ed analizzarlo utilizzando Office 365 Advanced eDiscovery.
Avere un workflow eDiscovery sia per dati Office 365 che non, fornisce alle aziende la coerenza di cui hanno bisogno per prendere decisioni documentate per l’intero set di dati.

Per beneficiare di questa funzionalità, però, oltre alla licenza Advanced eDiscovery, dovrai acquistare il piano eDiscovery Storage per tutti i dati non-365.
Il piano eDiscovery Storage va ad incrementare lo storage di 500GB e ha un prezzo di $100 al mese.
Trovate maggiori informazioni qui: Import non-Office 365 content for Advanced eDiscovery analysis.

Protezione dalle minacce avanzate
I recenti aggiornamenti apportati ai servizi di Office 365 threat protection aiutano a proteggere i tuoi utenti Office 365.

Aggiornamenti di Office 365 Advanced Threat Protection (ATP)
Ampliamento di ATP a ulteriori workload di Office 365: come annunciato lo scorso Settembre, Office 365 ATP ha ampliato la copertura a SharePoint Online, OneDrive for Business e Microsoft Teams, facendo leva sulla potenza del segnale, sull’euristica di tipo smart, machine Learning, file detonation e filtri di reputazione. A questo link maggiori informazioni sui miglioramenti apportati ad ADP;
Miglioramento della comunicazione: a partire dal mese di Gennaio, Office 365 ATP rilascerà una serie di ulteriori funzionalità di report e comunicazione. I report saranno verranno ora forniti in tempo reale ed includeranno nuove tipologie:

  • Malware report – sguardo approfondito sulle famiglie di malware che hanno attaccato il tenant;
  • Submissions report – report sulle email potenzialmente maligne sottoposte a Microsoft da un utente finale;
  • Phish report – informazioni su tutte le email considerate come phishing

Miglioramento delle funzionalità anti-phish: ATP ha aggiunto anche una serie di nuove funzionalità utili a limitare i tentantivi di phish. Microsoft ha infatti recentemente rilasciato nuove capacità avanzate di anti-spoof, funzioni di link detonation, funzionalità di anti-impersoonificazione di utenti o brand e nuovi modelli di machine Learning per l’individuazione di phish. Molte di queste novità sono già attive: tante altre invece saranno rilasciate questo mese e nel corso dei primi mesi dell’anno.

Office 365 Compliance & Security

Office 365 Threat Intelligence individua e tiene traccia delle minacce
Threat Tracker fornisce un sommario sui trend delle diverse categorie ed indicatori delle minacce, ad esempio di quelle degne di nota, quelle targetizzate, delle query.
Queste funzionalità, in uscita nel corso del mese, vi permetteranno di:
– Tenere traccia dei cambiamenti nel panorama delle minacce del vostro tenant di modo da identificare i cambiamenti importanti in materia di trend e abitudini e gli attacchi targetizzati (Trending Campaigns);
– Tracciare cambiamenti dei trend di indicatori customizzati (come mittenti e URL) e ricevere un alert quando i trend cambiano (Saved/trending queries).

ATTENZIONE: Meltdown e Spectre rivelano le falle di sicurezza dei processori di tutti i sistemi operativi

Meltdown e Spectre: sono questi i nomi dati a difetti di progettazione e di funzionamento presenti in buona parte dei processori fabbricati dal 1995 in poi.
Queste vulnerabilità interessano molte CPU, Meltdown è un difetto dei processori della Intel mentre Spectre tocca non solo i processori di Intel ma anche quelli di AMD (Ryzen) e Arm usati sugli smartphone.
Queste falle nei sistemi sono in grado di rubare dati e contenuto processato sui vostri pc.
Permettono ad esempio, ad una pagina Web o a un’app ostile di rubare password, chiavi crittografiche, Bitcoin e altre criptovalute, mail, foto, documenti o altri dati o di eseguire istruzioni a suo piacimento sul vostro dispositivo. Meltdown e Spectre funzionano su PC, dispositivi mobili e nel cloud.
Questi difetti hanno una caratteristica comune: entrambi risiedono nelle funzioni di speculative execution dei processori e intaccano le barriere protettive fondamentali che isolano un processo da un altro (per esempio un’app da un’altra). Normalmente un’app non può spiare i dati usati da un’altra app, ma con Meltdown e Spectre questo isolamento cade.

Qui sotto vedete Meltodown in azione:

Google spiega che un suo ricercatore, Jann Horn, ha dimostrato che malitenzionati possono sfruttare la speculative execution per leggere la memoria di sistema, che di base dovrebbe rimanere inaccessibile. “Per esempio un soggetto non autorizzato potrebbe leggere dati sensibili nella memoria di sistema come password, chiavi crittografiche o informazioni sensibili nei software aperti.
Google assicura che non appena appreso di questa nuova classe di attacco si è mobilitata per difendere i propri sistemi e i dati degli utenti. “Abbiamo aggiornato i nostri sistemi e i prodotti interessati per proteggerci. […] Abbiamo anche collaborato con i produttori di hardware e software nell’industria per aiutarli a proteggere i loro utenti e il web in generale. Questi sforzi hanno incluso un’analisi collaborativa e lo sviluppo di nuove tecniche di mitigazione”.

Cosa fare per mettersi al sicuro?
Microsoft ha dichiarato:
“Siamo a conoscenza del problema su scala industriale e stiamo lavorando a stretto contatto con i produttori di chip per sviluppare e testare soluzioni per proteggere i nostri clienti. Stiamo per installare soluzioni di mitigazione nei servizi cloud e abbiamo pubblicato anche aggiornamenti di sicurezza per proteggere gli utenti Windows dalle vulnerabilità che coinvolgono i chip di Intel, ARM e AMD. Non abbiamo ricevuto alcuna evidenza che indichi che queste vulnerabilità siano state usate per attaccare i nostri clienti”.

Microsoft ha già pubblicato un fix per Windows 10 e Windows Server 2016
—> (KB4056892)
: aggiornamento di sicurezza d’emergenza che si occupa proprio di intervenire sulle falle. L’aggiornamento può essere installato da Windows Update sul proprio computer, ma dovrebbe comunque essere installato al primo riavvio, se è attiva l’opzione per gli aggiornamenti automatici. Con alcune tipologie di processori Intel, l’aggiornamento potrebbe portare a un rallentamento del sistema. Arriveranno fix anche per le vecchie versioni di Windows (7 e 8), ma solo martedì.

Apple ha già pubblicato un update per l’ultimo macOS (10.13.2, ma sono previsti ulteriori modifiche con il 10.13.3) e anche il kernel Linux sta ricevendo i correttivi necessari.

AMD ha invece dichiarato:
“Ci sono molte speculazioni su un potenziale problema di sicurezza legato ai microprocessori moderni e alla speculative execution. Come solitamente facciamo quando un potenziale problema di sicurezza viene identificato, AMD sta lavorando sul proprio ecosistema per verificare e rispondere all’attacco identificato e assicurarsi che i propri utenti siano protetti”.

AMD su Meldown e Spectre

“Il team di ricercatori di sicurezza ha identificato tre varianti che colpiscono la speculative execution. Il pericolo e la risposta alle tre varianti differisce dall’azienda di microprocessori, e AMD non è soggetta a tutte e tre le varianti. A causa delle differenze dell’architettura AMD, crediamo che ci sia un rischio pari quasi a zero per i processori AMD in questo momento”.

La terza parte chiamata in causa è ARM, queste le sue parole:
“ARM sta lavorando con Intel e AMD per risolvere un metodo di analisi side-channel che sfrutta le tecniche di speculative execution usate in determinati processori di fascia alta, inclusi alcuni nostri Cortex-A. Questo metodo richiede che il malware giri localmente e potrebbe causare l’accesso ai dati da memoria privilegiata. I nostri Cortex-M, che sono diffusi nei dispositivi IoT connessi a basso consumo, non sono interessati dal problema”.

Ogni processore Intel che implementa l’esecuzione out-of-order è potenzialmente affetto dal problema, il che vuol dire ogni processore dal 1995 – salvo Intel Itanium e Intel Atom prima del 2013. Meltdown è stato testato con successo sulle generazioni di chip Intel distribuite dal 2011. Al momento non è chiaro se i processori ARM e AMD siano affetti da Meltdown.

Per quanto riguarda Spectre, quasi tutti i prodotti hardware al mondo sono colpiti dal problema: desktop, portatili, server e smartphone. Tutti i processori moderni in grado di mantenere molte istruzioni in volo sono potenzialmente vulnerabili.

Raccomandiamo perciò a tutti di aggiornare immediatamente i propri sistemi operativi!!

FAQ
Sono potenzialmente affetto dal bug?
Quasi sicuramente sì.

Posso individuare se qualcuno ha utilizzato Meltdown o Spectre contro di me?
Probabilmente no. Lo sfruttamento delle falle dei processori non lascia alcuna traccia nei tradizionali log files.

Il mio antivirus è in grado di identificare o bloccare l’attacco?
Beh, in teoria è possibile, in pratica è difficile che accada. Diversamente dai soliti malware Meltdown and Spectre sono difficili da distinguere dalle normali applicazioni.

Cosa può venir rivelato?
Se il vostro sistema è stato attaccato, il malware potrà leggere il contenuto in memoria nel vostro computer. Questo contenuto può includere password e dati sensibili conservati sul sistema.

Esiste un rimedio?
Attualmente ci sono patches contro Meltdown for Linux ( KPTI o KAISER), Windows, e OS X. Sono tutti al lavoro per fortificare i sistemi nei confronti di futuri attacchi di Spectre.

Quali sistemi possono essere attaccati da Meltdown?
Desktop, Laptop, e Cloud computers e, in particolare, qualsiasi processore che implementa l’esecuzione out-of-order è potenzialmente affetto dal problema, il che vuol dire ogni processore dal 1995 – salvo Intel Itanium e Intel Atom prima del 2013. Meltdown è stato testato con successo sulle generazioni di chip Intel distribuite dal 2011. Attualmente Meltdown è stato verificato solo sui processori Intel. Al momento non è chiaro se i processori ARM e AMD siano affetti da Meltdown”.

Quali provider cloud possono essere attaccati da Meltdown?
Tutti i cloud provider che utilizzano Intel CPUs and Xen PV come virtualizzazione che non hanno attivato la patche. Sono inoltre colpiti i cloud provider senza un hardware di virtualizzazione che si appoggiano su container che condividono kernel, come Docker, LXC, o OpenVZ.

Qual è la differenza tra Meltdown e Spectre?
Meltdown rompe il fondamentale meccanismo che separa le applicazioni utente dal sistema operativo. In questo modo, un programma di accedere alla memoria di altri programmi e del sistema.
Spectre rompe invece l’isolamento fra diverse applicazioni.
Entrambi gli attacchi utilizzano canali laterali per ottenere informazioni dalla memoria del sistema.
Both attacks use side channels to obtain the information from the accessed memory location. For a more technical discussion we refer to the papers ( Meltdown and Spectre)

Cosa sono CVE-2017-5753 e CVE-2017-5715?
Sono i modi ufficiali con cui ci si riferisce a Spectre.

Cos’è CVE-2017-5754?
È la nomenclatura ufficiale con cui ci si riferisce a Meltdown.

Microsoft Flow Analytics

Sempre più aziende utilizzano Microsoft Flow: sempre più utenti hanno perciò bisogno di avere a portata di mano un maggior numero di risultati ed uno sguardo più approfondito sulla situazione dei flussi del proprio ambiente di lavoro.
Per rispondere a queste necessità, Microsoft ha recentemente rilasciato
Microsoft Flow Analytics in tutte le regioni in cui è supportato Microsoft Flow.

Questa nuova funzionalità, permette agli utenti di costruire flussi con una licenza Flow P2.
In questo modo, gli utenti avranno un quadro ancora più completo sullo stato dei loro flussi in un’unica dashboard.

Cosa vi permette di fare questo rilascio?
All’interno della vostra dashboard su Microsoft Flow, sarete in grado di visualizzare:

  • Il totale dei flussi suddivisi per giorno
  • Il numero totale dei flussi in esecuzione
  • I trend di questi flussi in esecuzione (quelli con esito positivo e quelli falliti)

Accedere a Flow Analytics
Esistono diversi modi in cui un utente può accedere alle funzionalità di analytics.

Opzione 1.
Dal Portale di Flow, accedete all’elenco My Flows o Team Flows, cliccate poi sul menù a tendina [] in alto a destra e quindi su See analytics.
Lista dei flussi sul portale Microsoft Flow

Opzione 2.
Selezionate il flusso a cui siete interessati dalla lista My flows o Team flows.
Una volta selezionato, comparirà il link See analytics. Cliccateci sopra per vedere le specifiche del singolo flow.
Visualizzate le specifiche analitiche per il singolo flow

Opzione 3.
Sulla pagina principale del flow, cliccate sul menù a tendina More e poi su See analytics.
Menù See Analytics su Microsoft Flow

Indipendentemente dal procedimento con cui accedete alle specifiche analitiche del singolo flow, sarete reindirizzati alla pagina di dettaglio in cui visualizzare l’esperienza analitica del flusso specifico.
Come vedete nell’immagine seguente, ci sono tre visualizzazioni disponibili.
In questo caso, l’utente si è concentrato sul numero di flussi in atto e sul fatto che abbiano avuto esito positivo o siano falliti.
Le metriche si basano su un lasso di tempo di 30 giorni.

Dashboard Microsoft Flow Analytics

Attenzione: potrebbe volerci fino ad un’ora di tempo perché compaiano i dati analitici all’interno della dashboard.
Se avete bisogno di informazioni istantanee, visualizzate i run details dello specifico flow.

Licensing
Per accedere a Flow Analytics, dovete possedere una licenza Flow Plan 2.
Se all’interno del portale di Flow non visualizzate il link See analytics, significa che non avete i requisiti minimi di licenza.
Per maggiori dettagli sul licensing di Flow, visitate la pagina di licensing.
Licensing di Microsoft Flow

In arrivo
Quello che vi abbiamo presentato è solo il primo set di metriche e visualizzazioni attualmente comprese in Flow Analytics.
Rimanete sempre aggiornati per nuove visualizzazioni e metriche relative ai dettagli sugli errori dei flussi. Flow Analytics for Admins, ad esempio, è un’altra funzionalità a cui Microsoft sta lavorando.

Potete lasciare feedback, opinioni e commenti all’interno del Community forum.