Acquistare i Nomi di Dominio con Azure App Service Domain

C’è una funzionalità all’interno di Microsoft Azure per l’acquisto degli Internet Domain Names che non è molto conosciuta.
Con la feature Azure App Service Domain, potete acquistare e gestire i vostri nomi di dominio, direttamente all’interno di Microsoft Azure.
Questa funzionalità, che a maggior parte degli utenti non conosce, fornisce un’integrazione tra il Domain Name management e Microsoft Azure che può essere utilizzata per mantenere la gestione delle vostre applicazioni e siti web esclusivamente all’interno dell’ecosistema Microsoft Azure.

App Service Domain
Una veloce ricerca all’interno dell’Azure Marketplace direttamente dal portale Microsoft Azure, vi permetterà di trovare il servizio.
Nonostante venga brandizzato come componente di App Service, in realtà è un servizio separato e che può essere utilizzato singolarmente.

Acquistare il nome di Dominio con Azure App Service Domain

Non dovrete per forza avere una web app Azure App Service per poter utilizzare la feature.
Potete sfruttarla per registrare un nome di dominio esattamente come fareste con qualsiasi altro provider di domain name.

Per iniziare la registrazione di un nome di dominio, dovete effettuare una ricerca sui domain name disponibili.
Dopo aver inserito il nome di dominio che vorreste registrare, l’interfaccia App Service Domain nel portale Azure, mostrerà una lista di nomi di dominio suggeriti, basati sulla ricerca da voi appena effettuata.

Acquistare il nome di Dominio con Azure App Service Domain

Una volta selezionato il nome di dominio da registrare, dovrete inserire le informazioni di contatto, privacy protection ed accettare i legal terms.
Dovrete anche specificare un Azure Resource Group per organizzare l’App Service Domain; proprio come per tutte le altre risorse Azure.
Dopo aver effettuato queste operazioni, potete proseguire e “Creare” l’App Service Domain che registrerà il nome di dominio per conto vostro e lo renderà gestibile all’interno di Microsoft Azure.

Pricing
Il servizio Azure App Service Domain abilita l’acquisto e la gestione di domini custom all’interno di Microsoft Azure.
Il pricing per i domini acquistati tramite questo servizio è di $11.99 USD all’anno, Privacy Protection inclusa.

Non sono supportati tutti i domini top-level (TLD).
Azure App Service Domains è impostato per rivendere tramite GoDaddy e solo i seguenti TLD sono al momento disponibili:
.com
.net
.co.uk
.nl
.in
.org.uk
.co.in

Per poter utilizzare il servizio, dovete assicurarvi di avere disabilitato i limiti di spesa sulle vostre Sottoscrizioni Azure e di aver configurato un metodo di pagamento.
Questo significa che una sottoscrizione Free Trial o altre tipologie di Azure Subscription con credito gratuito, non possono essere utilizzate per acquistare i nomi di dominio.

Perchè utilizzare App Service Domain?
É molto frequente che le aziende utilizzino diversi provider di domain name per registrare e mantenere un nome di dominio Internet.
Il servizio App Service Domain all’interno di Microsoft Azure aggiunge un’altra opzione di tipo “Azure-native”.
Questo significa che potete gestire gli Internet domain names per i workload delle vostre applicazioni all’interno di Microsoft Azure proprio come avete sempre fatto con gli altri servizi utilizzati per creare i workload delle vostre app.


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: Buy Domain Names with Azure App Service Domain.

Servizi di cloud backup e recovery per l’app Microsoft Authenticator su dispositivi Android

Siamo felici di annunciarvi che sono disponibili i servizi di cloud backup e recovery per la app Microsoft Authenticator sui dispositivi Android.
Questo significa che gli utenti Android possono effettuare il back-up delle credenziali nel cloud e poi trasferirli in maniera semplice e sicura sui nuovi dispositivi.

Microsoft Authenticator
Se non avete ancora l’app Microsoft Authenticator, vi invitiamo a leggere l’articolo:
Use Microsoft Authenticator with Office 365 per maggiori informazioni su come scaricare ed impostare l’applicazione.
Nel corso delle passate settimane, Microsoft ha distribuito la feature che è ora disponibile per la versione 6.6.0+. Una volta aggiornata l’app, potete testare la nuova funzionalità.

Attivare il backup
Per attivare il Microsoft Authenticator cloud backup, aprite l’app e recatevi nelle Impostazioni.
Sotto la voce Backup, attivate l’elemento Cloud backup.

Disponibili i servizi di cloud backup e recovery per l'app Microsoft Authenticator su Android

Una volta attivato il backup, i vostri dati saranno criptati ed archiviati nel vostro account Microsoft personale.
Le vostre credenziali saranno sempre aggiornate quando aggiungerete, eliminerete o modificherete l’account.

Effettuare il Recovery su un nuovo dispositivo
Per ripristinare le credenziali del vostro account su un nuovo dispositivo, cliccate sul pulsante Begin Recovery ed effettuate il sign in utilizzando il medesimo account Microsoft che utilizzavate sul device precedente.

Disponibili i servizi di cloud backup e recovery per l'app Microsoft Authenticator su Android

Dopo esservi loggati, avrete a disposizione i vostri codici di verifica OATH per gli account Microsoft e di terze parti.
Potrete anche ri-abilitare le notifiche push per i vostri account Microsoft, siano essi personali, aziendali o scolastici.

Se avete dubbi o domande, vi invitiamo a leggere l’articolo:
Eseguire il backup e il ripristino delle credenziali dell’account con l’app Microsoft Authenticator.


Le informazini presenti in questo post, sono prese dall’articolo: Cloud backup and recovery for the Microsoft Authenticator app on Android now available.

Adobe Acrobat sceglie Microsoft 365 per la protezione integrata delle app

La stretta collaborazione del team Microsoft con quello Adobe, ha portato ad una serie di interessanti funzionalità che hanno avuto un impatto positivo sugli utenti e sulle persone che gestiscono il software nei reparti IT.

Due settimane fa, è stato fatto un altro importante passo in avanti nella collaborazione: siamo felici di annunciarvi che Adobe ha integrato le applicazioni di protezione di Intune direttamente all’interno della mobile app di Adobe Acrobat reader per i device iOS e Android.

L’app mobile di Adobe Acrobat Reader è leader mondiale nel lavoro sicuro con i file PDF dovunque si trovino gli utenti.
Centinaia di migliaia di persone si affidano alla app Acrobat Reader per modificare, inserire, firmare, creare o convertire i file PDF anche in viaggio ed ora la funzionalità è supportata dalle policy di sicurezza e management di Microsoft 365. Chiunque utilizzi l’ultima versione dell’app, otterrà ora di diritto la protezione di Intune quando andrà ad utilizzare i documenti aziendali sui dispositivi mobili. Non dovrete più acquistare l’app “Acrobat Reader for Intune“: quest’ultima, infatti, raggiungerà l’end-of-service per Android e iOS a partire dal 1 Dicembre 2019.

Benefici per gli utenti
Questo cambiamento allinea la gestione dell’app di Adobe con il management delle app mobile di Office 365.
Ciò significa che milioni di utenti e le rispettive organizzazioni ne guadagneranno in semplificazione e sicurezza.
Adobe è una delle app mobili di terze parti più utilizzata dai clienti Microsoft 365 e, queste nuove policy provenienti da Intune, proteggeranno i dati delle vostre aziende. Questo tipo di protezione, è molto importante perchè vi permette di proteggere i dati aziendali sia su dispositivi gestiti che non-gestiti. Poichè il mobile app management (MAM) è basato sull’identità dell’utente, il requisito di mobile device management (MDM) è stato rimosso.
Utenti e IT apprezzano particolarmente la nuova app perchè permette loro di utilizzare la stessa applicazione ad uso personale e aziendale mentre mantiene il massimo della produttività.

Intune riesce a determinare se stiate lavorando su un documento personale o di lavoro ed applica le policy aziendali di sicurezza quando rileva che siete al lavoro su file aziendali. Questo fa sì che la vostra privacy personale sia rispettata ed i vostri dati aziendali al sicuro se, ad esempio, lavorate su un telefono BYOD. L’app Adobe su iOS supporta ora la funzionalità di multi-identity.

Semplicità di deployment per gli IT
Se state già utilizzando l’app Adobe Acrobat Reader for Intune con le policy di Intune applicate, potete adattarvi a questi cambiamenti con il minimo sforzo. Il team di Microsoft si è assicurato che tutte le policy di protezione esistenti su Adobe Acrobat Reader for Intune, vengano automaticamente riportate nell’app Adobe Acrobat Reader in backend. Tutto ciò che devono fare i vostri utenti è aggiornare l’app all’ultima versione:
Google Play Store for Android – versione 19.6 e superiori
Apple app store for iOS – versione 07.00 e superiori.

Come ottenere Microsoft 365 app protection per le vostre app custom
Ora c’è un potente ecosistema di app a disposizione delle aziende enterprise grazie alla decisione di Microsoft di integrare la sicurezza e gestibilità di Microsoft 365 sulle varie app. Questo fornisce un valore unico di ammodernamento del business.

Se siete un software vendor indipendente, (ISV) o create la vostra linea custom di business app, potete ottenere l’app protection di Microsoft direttamente all’interno delle vostre mobile app. Basandosi sulle vostre necessità e risorse, il team di Microsoft fornisce diversi metodi per ottenere le policy di app protection sulle vostre applicazioni.

Per le app con scenari più complessi, quali la modifica o condivisione di documenti corporate, suggeriamo Intune SDK già utilizzata da Adobe.
Si tratta di un’impostazione molto utile, soprattutto se avete uno sviluppatore di app che vi supporta. Per applicazioni più semplici, quali le app di report sulle assenze, lo strumento pre-confezionato è ideale per voi ed è pensato per essere utilizzato dagli amministratori IT.

Oltre ad Adobe, molte altre app di terze parti hanno adottato Intune app protection per i dati aziendali sui dispositivi mobili.
A questo link, trovate l’ecosistema delle mobile app protette.

Qui sotto alcuni link, per avere ancora più risorse utili per iniziare:
Overview of the Intune SDK;
Differences between the app wrapping tool and the Intune SDK;
– Esempi di GitHub: Taskr (app nativa per Android) e Chatr (app di chat nativa iOS Swift-based).

Per domande, feedback e commenti, vi invitiamo a visitare la Tech Community page.


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: Adobe Acrobat chooses Microsoft 365 for built-in app protection

Suoneria secondaria per le chiamate di Teams

Microsoft ha annunciato, tramite la notifica MC189659 all’interno di Office 365, che Teams sta distribuendo la funzionalità che permette agli utenti di impostare una suoneria secondaria.

Vi starete chiedendo cosa sia una suoneria secondaria.
Si tratta di una funzionalità delle chiamate vocali che permette ad un’applicazione di segnalare l’arrivo di una chiamata in entrata a molteplici dispositivi.
Ad esempio, potete impostare di ricevere la segnalazione delle chiamate in entrata sia sul PC che nelle cuffie. Skype for Business Online supporta la funzionalità perciò, considerato che Teams è il futuro delle comunicazioni di Office 365, Microsoft ha voluto che supportasse la funzionalità di suoneria secondaria. Potete interpretare questa scelta di Microsoft come un passaggio preparatorio verso la dismissione di Skype for Business Online prevista per Luglio 2021.

Impostare una suoneria secondaria
Per impostare una suoneria secondaria, recatevi nelle impostazioni di Teams e nella sezione Dispositivi.
Nel menù a discesa, trovate la lista di dispositivi disponibili. Ovviamente, se non siete connessi a più di un device, non potete impostare una suoneria secondaria.
Se un dispositivo non è online (ad esempio delle cuffie Bluetooth spente), non è possibile utilizzare la funzionalità.

Teams ottiene una suoneria secondaria per le chiamate

Se spostate il vostro PC da una situazione in cui la suoneria secondaria è disponibile (ad esempio se staccate il laptop e lo allontanate dal raggio di azione del Bluetooth delle cuffie) Teams
rimuoverà la suonerie secondaria e dovrete ri-configurarla post ri-connessione.

Disponibilità
Il roll-out della funzionalità è iniziato a metà Settembre e sarà completato entro metà Ottobre.
Sarò disponibile per client Windows e Mac.


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: Teams Gets Secondary Ringer for Calls.

Stream e Teams sempre più integrati

Nuova tab di Meetings all’interno di Stream

Stream ed i meeting di Teams sempre più vicini
Due modi per trovare le registrazioni dei Meeting di Teams all’interno di Stream

Oggi vi parliamo di una novità che siamo sicuri piacerà a molti: per chi registra i meeting di Teams, sarà più semplice individuare le registrazioni quando arriva su Stream.
É stata infatti aggiunta una nuova opzione Meeting al menù Contenuto Personale. Lo stesso accade se si utilizza la tab Meeting dal menù Stream.
Sarete in grado di trovare le registrazioni pubblicate o le bozze (che devono essere modificate prima della pubblicazione).

Dovreste già vedere la funzionalità all’interno dell’applicazione poichè il rollout è stato completato i primi di Settembre.

Registrazione dei Meetings
Non a tutti piace l’idea di registrare un meeting.
Per rendere la cosa trasparente e per far sì che tutti i partecipanti sappiano cosa sta succedendo ed abbiano l’opportunità di abbandonare il meeting se non vogliono essere registrati, quando un utente attiva il recording di una riunione Teams, i partecipanti vedranno un banner che li informa che tutto quello che diranno verrà registrato.

Una volta conclusa la riunione, la registrazione viene processata da Azure Media Services ed il risultato, ovvero il file video, viene archiviato su Stream.
La persona che ha avviato la registrazione, è a tutti gli effetti il proprietario del video. Gli altri partecipanti, potranno vederlo una volta caricato su Stream.

Oltre alla cattura del video della riunione, quando Stream genera una trascrizione automatica di una riunione, vengono trascritte le parole dai partecipanti. Si tratta di una delle funzionalità intelligenti di Stream.
Il risultato non è una trascrizione qualsiasi. La trascrizione di Stream è composta da tutte le caption generate nel momento in cui Stream processa un file video. Non è possibile stampare una trascrizione completa o la singola didascalia di un video, a meno che non copiate ed incolliate la caption in un file.
Il proprietario del video, può correggere le caption una volta che Stream ha processato il video. Può scegliere di farlo, ad esempio, se durante la riunione sono stati commessi errori o se la trascrizione automatica non ha funzionato perfettamente.


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: Stream and Teams Meetings Get Closer.