Author Archives: walk2talk

Portare le identità da AD disconnessi ad Azure AD in pochi e semplici click

Chi di voi lavora in una grande azienda, probabilmente sa già quante complicazioni emergano quando viene fatta un’acquisizione e vi viene chiesto di fornire servizi di cloud identity ad un nuovo business group (che solitamente ha già un suo set di domini di Active Directory).

Se vi riconoscete in questo scenario, allora sappiate che Microsoft ha annunciato la pubblic preview del cloud provisioning di Azure AD Connect.

Con il cloud provisioning, i clienti possono facilmente effettuare il provisioning delle identità da molteplici foreste AD disconnesse ad Azure AD.
Azure AD Connect provisioning cloud è progettato per soddisfare e raggiungere gli obiettivi di identità ibride per la sincronizzazione di utenti, gruppi e contatti con Azure AD.
Può essere usato assieme a Azure AD Connect Sync ed offre i seguenti vantaggi:

Aiuta il provisioning da foreste di AD disconnesse ad Azure AD –> gli scenari comuni includono l’acquisizione ed il merge, in cui le foreste di Active Directory della società acquisita sono isolate dalla società padre. Indipendentemente dalla ragione, il cloud provisioning vi permette di integrare velocemente queste foreste di AD disconnesse in un tenant Azure AD.
Riduce l’impronta locale –> l’agente di provisioning è leggero, la configurazione ed il processing vengono fatti nel cloud.
Availability di grado enterprise –> per semplificare le distribuzioni a disponibilità elevata, in particolare per le organizzazioni che si basano sulla sincronizzazione degli hash delle password da AD ad Azure AD, è possibile usare più agenti di provisioning.

Cloud provisioning
Impostare il cloud provisioning richiede due passaggi.
Il primo è quello di installare il provisioning agent su un dominio joinato al server (o server VM).
Il secondo è quello di configurare il cloud provisioning sul portale di Azure.

Step 1: Installare il provisioning agent
Prima di installare l’Azure AD Provisioning agent, controllate i prerequisiti.

1. In Azure Ad Connect, cliccare su Manage provisioning (preview).

Portare le identità da AD disconnessi in Azure AD con pochi e semplici click

2. Da un un server Windows joinato, fate click su Download Agent per scaricare l’Azure AD provisioning agent.

Portare le identità da AD disconnessi in Azure AD con pochi e semplici click

3. Seguite la procedura guidata per installare il pacchetto di provisioning agent.

Portare le identità da AD disconnessi in Azure AD con pochi e semplici click

4. Una volta installato l’agent, tutto è pronto per configurare il provisioning sul portale di Azure.

Portare le identità da AD disconnessi in Azure AD con pochi e semplici click

Step 2: Configurare il cloud provisioning
1. All’interno di Azure AD Connect, cliccate su Manage provisioning (preview).

Portare le identità da AD disconnessi in Azure AD con pochi e semplici click

2. Cliccate + New configuration

Portare le identità da AD disconnessi in Azure AD con pochi e semplici click

3. Cliccate Enable per applicare la configurazione

Portare le identità da AD disconnessi in Azure AD con pochi e semplici click

4. Salvate la configurazione. Le modifiche dell’Acrive Directory verranno inviate ad Azure AD ogni due minuti.
Per ulteriori informazioni, vi rimandiamo al tutorial Azure AD Connect cloud provisioning.

Funzionalità di Azure AD Connect cloud provisioning
Ora che avete familiarità con il cloud provisioning, nell’immagine seguente trovate le funzionalità attualmente supportate.

Portare le identità da AD disconnessi in Azure AD con pochi e semplici click

Per saperne di più, vi rimandiamo alla Documentazione ufficiale Microsoft.


Le informazioni presenti a questo post, sono prese dall’articolo: Bring identities from disconnected ADs into Azure AD with just a few clicks!.

Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

Il team di Microsoft 365 Attack Simulation è felicissimo di annunciare il rilascio di diverse nuove funzionalità che fanno parte dello strumento di phish simulation.

Tra queste:
• un attacco di phishing basato sugli allegati;
• la possibilità di filtrare gli utenti target di simulazione sulla base di metadata di directory quali titolo, città e dipartimento;
• l’integrazione di indirizzi IP e dati dei client nel report dettagliato di simulazione;
• l’inserimento delle simulazioni dei messaggi di phishing all’interno dei report di phish submission degli utenti.

Sappiamo tutti che gli attacchi di phishing che utilizzano gli allegati sono molto diffusi. Dal punto di vista degli aggressori, sono un metodo molto efficace di ottenere codici dannosi da eseguire sugli endpoint delle aziende. Insegnare agli utenti ad essere prudenti con gli allegati può ridurre il rischio complessivo. Per aiutavi ad educare gli utenti contro tutti i rischi, Microsoft ha aggiunto al catalogo un nuovo tipo di simulazione d’attacco chiamato Spear Phishing (Attachment).

Per lanciare un attachment attack, andate alla home page dell’Attack Simulator:

Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

Cliccate su Launch Attack e seguite la procedura guidata:

1. Date alla campagna di Attack attachment un nome rilevante e che si distingua.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

2. Selezionate dalla directory gli utenti che volete colpire con l’attacco.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

3. Configurate l’attacco con il mittente, il nome, il tipo di allegato e l’oggetto della email.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

4. Inserite un template email customizzato o utilizzatene uno esistente.
Tenete a mente che l’obiettivo di un attachment attack è che l’utente apra l’allegato: non dovete per forza includere un link per la raccolta delle credenziali. È invece importante che ci sia un riferimento all’allegato nel corpo della mail.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

5. Confermate di essere pronti per l’invio della simulazione.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

Nell’arco di pochi minuti, gli utenti riceveranno la mail di phishing e potranno visualizzare l’allegato. Questo allegato in particolare NON contiene contenuto dannoso o codice eseguibile. Fa invece affidamento su un file di immagine nascosto che richiama i server di Microsoft ad indicare che l’utente ha aperto il file.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

A questo punto, siete in grado di vedere che l’utente ha aperto il file il quale ha al suo interno un contenuto simile a quanto vedreste nella pagina finale di una simulazione di raccolta delle credenziali. All’utente apparirà il suo nome assieme ad alcuni messaggi di alert relativi ad pericoli del phishing.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

Se avete abilitato l’add-in di Outlook Reporting per la vostra azienda, tenete presente che l’utente dovrebbe proseguire e segnalare il messaggio come phishing.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

Una volta che l’utente clicca su report phishing, gli viene chiesto di confermare il report.
Nell’immagine seguente vedrete che questi messaggi vengono inclusi nella pipeline di messaggi phishing tramite il componente aggiuntivo di Outlook reporting. In questo modo, potrete monitorare quali utenti hanno segnalato correttamente il messaggio quale parte della simulazione.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

Una volta che gli utenti hanno eseguito queste azioni, l’amministratore della simulazione può rivedere il risultato finale della campagna all’interno del portale Attack Simulator.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

Un’altra feature aggiunta da Microsoft vi da la possibilità di eseguire una ricerca filtrata nella directory basata su metadati quali Title, Department e City.
Questo permette all’amministratore della simulazione di perfezionare i gruppi target in base ai dati di directory esistenti anzichè selezionare manualmente gli utenti, sfruttare i CSV o creare gruppi di directory personalizzati. Il consiglio è quello di targetizzare con simulazioni più frequenti segmenti di utenti ad alto rischio all’interno della azienda per ridurre ulteriormente il rischio di phishing.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

L’ultima funzionalità che Microsoft ha reso disponibile è l’aggiunta di informazioni del client dettagliate all’interno dei report di ogni campagna.
Tra questi: username, azioni eseguite, data/ora, indirizzo IP ed informazioni sul tipo di client.
Questo vi permetterà di capire meglio DOVE gli utenti commettano azioni rischiose.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

Microsoft sta anche inserendo i messaggi di simulazione di phishing all’interno della normale pipeline di reporting in modo da monitorare quali utenti abbiano segnalato correttamente i messaggi phishing in quanto parte dell’esercizio di simulazione.
Per visualizzarli, vi basta accedere a Threat Management > Explorer > View Submissions > User Submissions.
Microsoft annuncia nuovi importanti aggiornamenti al M365 Attack Simulator

Iniziate fin da ora a sfruttare la funzionalità.
Per farlo, seguite il link https://protection.office.com/attacksimulator.
Trovate maggiori info su Attack Simulator all’articolo Attack Simulator in Office 365.


Le informazioni presenti al seguente post, sono prese dall’articolo: Announcing Updates to the M365 Attack Simulator.

Gestire le Meeting Rooms di Teams con Intune

Recentemente, Microsoft ha ricevuto alcune domande da parte dei clienti, in cerca di una guida su come controllare i dispositivi di Microsoft Teams Rooms con Intune.
In questo articolo, scopriamo assieme i dubbi frequenti degli utenti e vi diamo una guida generale.

Gestire le Meeting Rooms di Teams con Intune

I dispositivi delle meeting room di Teams possono essere registrati e gestiti da Intune per offrire molte delle funzionalità di gestione e sicurezza dei dispositivi disponibili per altri endpoint normalmente gestiti da Intune. Poiché questi dispositivi utilizzano Windows 10, troverete disponibili alcune delle funzionalità facenti parte del sistema operativo, ma molte di queste non saranno applicabili o consigliate.

L’articolo sarà suddiviso nelle seguenti sezioni:
• Enrollment
• Profili di configurazione di Windows 10
• Policy di compliance
• Conditional Access
• App Management
• Raggruppamento e Targeting

Enrollment
Raccomandazione: Azure AD si collega al dispositivo dalle Impostazioni, utilizzando un account Intune DEM.

I dispositivi Teams basati su Windows 10 arrivano dai fornitori già con un’immagine OS, account utente e profili pre-configurati.
Accedere a Windows con il profilo di amministratore ed eseguire l’Azure AD Join dalle impostazioni consente una “Registrazione MDM automatica” su Intune.
La raccomandazione di utilizzare un account Intune Device Enrollment Manager (DEM) è dovuta al fatto che questi dispositivi di meeting room sono dispositivi condivisi e non dispositivi che hanno l’associazione User-Device in Intune. Gli account DEM vengono utilizzati per scenari con dispositivi condivisi.
Ulteriori informazioni qui: account DEM.

NOTE: la registrazione automatica richiede una licenza di Azure AD Premium. Se non avete a disposizione questa feature, dovrete eseguire due passaggi per registrare i dispositivi Teams Windows 10.
Primo, il join ad Azure AD Domain.
Secondo, effettuare l’enrollment manuale dalle impostazioni Windows.
Ulteriori informazioni qui: registrazione automatica di Windows 10.

Un ulteriore suggerimento è quello di rinominare i dispositivi di meeting room con un prefisso che permetta di raggruppare i device dinamicamente. Per esempio, usare “MTR” per meeting room.
È possibile rinominare i dispositivi sia con un criterio di configurazione di Windows 10 o manualmente per device in Intune. Ulteriori approfondimenti nella sezione Raggruppamento e targeting.

A seconda del vostro attuale scenario, avete diverse opzioni di registrazione disponibili:
• Usare Windows Configuration Designer per creare un Windows 10 Provisioning Package che esegue Azure AD Join in blocco. Ulteriori dettagli.
• I clienti a cui alcuni domini di dispositivi sono stati joinati e/o gestiti da Configuration Manager possono scegliere di abilitare il Co-management o avviare una registrazione Intune tramite l’impostazione di Group Policy “Enable Automatic MDM enrollment using default Azure AD credentials”.

Maggiori dettagli a questo articolo: Metodi di registrazione di Intune per dispositivi Windows

Profili di configurazione di Windows 10
Raccomandazione: usate Windows Configuration profiles per configurare le impostazioni del dispositivo che è necessario modificare oltre i valori di default.

I seguenti tipi di criteri di configurazione di Windows 10 possono essere utilizzati con i dispositivi di meeting room basati su Windows 10:

Profile type Can you use the profile?
Administrative Templates Yes
Certificates Yes
Delivery Optimization Yes
Device Firmware Configuration Interface Harware supportato
Device restrictions Yes
Edition Upgrade Not supported
Email Not recommended
Endpoint Protection Yes
eSim Not supported
Identity Protection Not supported
Kiosk Not supported
Powershell Scriptss Yes (i device devono essere joinati con AADJ o HAADJ)
Shared multi-user device Not supported
VPN Not recommended
Wi-Fi Not recommended
Windows Information Protection Not recommended

NOTE: per quanto riguarda la voce “Not recommended”, è dovuta al fatto che questo tipo di policy di Windows 10 non è adatto per gli scenari delle meeting room. Ad esempio, i dispositivi delle meeting room non sono abilitati per il Wi-Fi, pertanto non è consigliabile (o necessario) configurare un profilo Wi-Fi. Ulteriori informazioni sulle policy di configurazione disponibili qui: Creare un profilo di dispositivo in Microsoft Intune.

Policy di compliance
Raccomandazione: utilizzare le policy di compliance per raggiungere il livello di sicurezza desiderato nei dispositivi Teams.

È possibile utilizzare criteri di conformità sui vostri dispositivi delle meeting room. Si consiglia di creare le esclusioni appropriate per eventuali criteri di conformità di Windows 10 attualmente distribuiti nell’organizzazione su “Tutti i dispositivi”. Ad esempio, potreste aver configurato l’impostazione “Maximum minutes of inactivity before password is required” all’interno di una policy per tutti i dispositivi desktop Windows 10, ma ciò comporterebbe una scarsa esperienza nella meeting room se applicato ai dispositivi Teams. Se al momento si dispone di criteri di conformità di Windows 10 distribuiti su grandi gruppi di dispositivi, bisogna assicurarsi di utilizzare la funzione “Exclude group” in modo da poter scegliere come target una compliance policy più specifica per i dispositivi di meeting room.

A questo link, trovate informazioni più dettagliate.

Conditional Access
È possibile utilizzare le policy di Conditional Access con i dispositivi Teams meeting room. Teams si connette sia sui servizi cloud di SharePoint online che di Exchange online.
Se avete già impostato una regola di conditional access che protegge gli accessi ad Exchange online e SharePoint online per gli utenti aziendali, dovrete escludere l’account della risorsa Teams (che viene utilizzata per accedere all’app Teams) o creare un gruppo contenente tutti gli account delle risorse e scegliere come target una politica conditional access più specifica. Ad esempio, poiché i dispositivi di meeting room si connettono sempre a questi servizi dalla stessa posizione, allora potrebbe essere più appropriato creare una regola CA basata sulla location combinata con una regola di compliance dei dispositivi. È possibile anche utilizzare la compliance dei device nei criteri di accesso condizionale, ma fate attenzione che i dispositivi Teams non siano targettizzati in modo generale nelle policy di compliance creati per i dispositivi desktop Windows 10 all’interno dell’organizzazione.

NOTE: piccolo promemoria, il conditional access è una funzionalità di Azure Active Directory Premium (P1).

App Management
Raccomandazione: utilizzate l’app Win32 per installare eventuali agenti aggiuntivi richiesti dall’azienda.

I dispositivi di meeting room basati su Windows 10 arrivano solitamente con determinate applicazioni già preinstallate.
Ciò nonostante, possono esserci dei casi in cui gli amministratori IT debbano installare un pacchetto di app o distribuirne gli aggiornamenti.
Tutte le app da distribuire, devono essere distribuite come “Required”. Le app “Available” richiedono l’installazione ulteriore dell’app Company Portal che non è consigliata nel caso di dispositivi meeting room di Teams. Vi consigliamo inoltre di assicurarvi che ogni app si installi nel contesto del dispositivo (in modo che sia accessibile a tutti i profili Windows).

App Type Can you use this app type on a teams device?
Win32 App Yes (fintanto che il dispositivo è joinato con Azure AD o Hybrid Azure AD)
LOB App Yes
Microsoft Store for Business App Yes
Web App Not Supported
Store App Not Supported

Raggruppamento e Targeting
Un’ottima idea è quella di utilizzare i gruppi dinamici di Azure AD per raggruppare efficacemente tutti i dispositivi meeting room.
Per farlo, potete utilizzare uno standard di denominazione durante le fasi di deployment/enrollment. Per esempio, come detto precedentemente, se nominate tutti i dispositivi facendoli iniziare con MTR, potete rinominarli con “MTR-%SER%”, dando così a tutti i dispositivi un prefisso MTR ed un numero di serie. In seguito, sarà possibile usare la funzionalità dei gruppi dinamici per raggruppare tutti i dispositivi che iniziano con MTR. Da ricordare che i gruppi dinamici di Azure AD sono una funzionalità di AAD P1.

Gestire le Meeting Rooms di Teams con Intune

NOTE: il renaming dei device tramite Intune device management è supportata nei dispositivi Azure AD Join ma non nei dispositivi ibridi Azure AD Join.

Quando si parla di policy di Grouping e Targetinge di App, è consigliabile targettizzare un gruppo contenente dispositivi piuttosto che utenti.
Il motivo per cui scegliere un assignment di tipo device-group è che i dispositivi di meeting room di Teams accedono a Windows con un account utente locale (e non con un account utente di Azure AD) e durante la sincronizzazione con Intune non richiedono alcun criterio assegnato dall’utente.


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: Managing Teams Meeting Rooms with Intune.

Annunciati gli scripts di Office in Preview

Oggi vogliamo parlarvi della public preview degli Scripts Office per Excel on the web.
Si tratta di una feature che permette agli utenti Excel – con qualsiasi livello di esperienza, dai principianti a quelli con esperienza avanzata in coding – di registrare script ed automatizzare i loro task. Nelle prossime settimane, la preview verrà distribuita a tutte le organizzazioni con Office 365.
Iniziate ad utilizzare la preview all’interno del Microsoft 365 admin center e create nuovi automatismi utilizzando le funzionalità di script recorder ed editor.

Cos’è Office Scripts?
Con Office Scripts, potete automatizzare task e workflow in maniera facile ed eliminare il bisogno di effettuare passaggi ripetitivi quando create e gestite workbook.
Una volta abilitata la preview all’interno del vostro ambiente Office 365, potete iniziare a creare script di Office cliccando sul pulsante Record Actions all’interno della tab Automate, registrare l’azione desiderata, stoppare il recorder e salvare lo script.
Una volta che lo script è stato creato, avete la possibilità di eseguirlo manualmente su una cartella di lavoro di Excel a cui avete accesso.
Poichè lo script è salvato su OneDrive for Business, può essere facilmente ri-utilizzato tra i vari fogli Excel.

Annunciati gli scripts di Office in Preview

Gli utenti, indipendentemente dalla loro esperienza in programmazione, possono iniziare ad utilizzare le creazioni script.
La funzionalità utilizza tecnologie moderne e developer-friendly, quali JavaScript: questo permette che gli script possano essere facilmente customizzati con nuove o esistenti skill da sviluppatore.

Per modificare i vostri script, utilizzate un editor TypeScript-based direttamente all’interno di Excel on the web per personalizzare gli script registrati.
Infine, gli amministratori saranno in grado di far applicare le policy di governance su come gli script di Office possano essere eseguiti.

Gli Office Scripts ti permetteranno di automatizzare task e processi in maniera veloce, ovunque ed in qualsiasi momento.

Per saperne di più
Vi segnaliamo alcune risorse utili:
Introduction of Office Scripts in Excel;
Office Scripts technical documentation;
Office Scripts setting in M365.

Come ottenere Office Scripts?
Office Scripts sarà distribuito nelle prossime settimane agli utenti Excel con licenze Office 365 E3 ed E5.
Il roll out graduale permetterà a Microsoft di raccogliere feedback ed assicurare la qualità delle feature.
Durante questa preview iniziale, Office Scripts sarà disponibile solo su Excel on the web, anche se l’obiettivo è di portarlo su altri endpoint.
Office Scripts dovrà essere abilitato tramite l’admin center e sarà visibile nei tenant non appena la feature viene distribuita.

Per farlo, seguite i seguenti passaggi:
– Recatevi sull’admin center;
– Selezionate Settings > Settings e scegliete Office Scripts dalla lista;
– Spuntate la casella “Let users automate their tasks in Office on the web” all’interno del pannello Office Scripts e salvate le modifiche.

Note: Office Scripts al momento non è disponibile per Internet Explorer.


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: Announcing Office Scripts (Preview)

Microsoft Power Virtual Agents è ora in general availability

Oggi vi vogliamo parlare della general availability di Microsoft Power Virtual Agents, strumento che permette a chiunque di creare chatbot potenti utilizzando un’interfaccia grafica guidata e senza codice. Abbiamo detto “chiunque” perchè non è necessario che tu sia nè un data scientists nè un developer per poterlo utilizzare in maniera efficace.

Power Virtual Agents viene incontro a molte delle maggiori problematiche riscontrate con i chatbot di oggi.
Questo perchè elimina il divario tra esperti in materia ed i team di sviluppo che creano le chatbot oltre alla lunga latenza tra gli esperti che riconoscono una problematica ed aggiornato la chatbot per risolverla. Rimuove la complessità di esporre i team alle sfumature della conversational AI ed il bisogno di scrivere codice complesso. Inoltre, minimizza l’impegno che gli IT devono impiegare per implementare e mantenere una soluzione conversational customizzata dando agli esperti in materia e ai vari departimenti la possibilità di costruire e mantenere le proprie soluzioni conversazionali.

Sei un HR generalist che vuole creare una chat che risponda a comuni domande fatte dai dipendenti?
Puoi utilizzare Power Virtual Agents per costruire una chatbot che rimanga in esecuzione e risponda a domande comuni in pochi minuti.
Oppure sei un sales manager e vuoi che il chatbot velocizzi il processo di vendita? Con pochi click, puoi incorporare un chatbot nella tua mobile app per consigliare ai clienti degli upselling basati sulla cronologia dei loro ordini.

O magari, sei un’azienda che vuole coinvolgere i propri clienti e rispondere alle loro perplessità prima che acquistino i prodotti.
Con il designer grafico e senza codice di Microsoft, potrai concentrarti su costruire conversazioni piacevoli e non sul codice. E, poichè Power Virtual Agents fa parte della Power Platform, l’integrazione nei sistemi esistenti è ottimizzata con l’integrazione out-of-the-box in Microsoft Power Automate ed il suo ecosistema di centinaia di connettori. Il percorso, dal sign up alla creazione del chatbot, al connettersi con il tuo sistema di back-end ed implementazione nel tuo sito, mobile app o canale Team è velocizzato e senza seccature.

Microsoft Power Virtual Agents è ora in general availability

Inoltre, Power Virtual Agents è creato sulla base di Azure Bot Framework: offre quindi estensioni senza limiti e l’intero potere di Azure Bot Framework e degli Azure Cognitive Services. Se ne hai bisogno, potrai creare feature custom di Bot Framework ed integrarle nei tuoi chatbot per creare scenari ancora più complessi e customizzati.

Di seguito, vediamo solo alcune potenzialità di Power Virtual Agents:

Creazione grafica e semplice dei chatbot
Testa e mantieni i chatbot attraverso un’interfaccia grafica incredibilmente semplice da utilizzare.
Riconosci ed agisci su dozzine di identità comuni nelle conversazioni degli utenti quali colori, valute, data e ora. Oppure, crea ed archivia le tue specifiche user information in variabili ed usale per dividere o creare conversazioni complesse.

Per iniziare
Inserisci il chatbot sul tuo sito web ed estrarrà, per tuo conto, domande comuni, FAQ ed argomenti pre-costruiti.

Microsoft Power Virtual Agents è ora in general availability

Evita le conversazioni ripetitive
Immagina un chatbot che non segue script di dialoghi in maniera meccanica.
Power Virtual Agents utilizza in maniera intelligente tutte le informazioni disponibili per decidere quando fare una domanda e quando saltarla. Ad esempio, se l’utente ha già fornito un’ informazione in precedenza all’interno della conversazione, il chatbot se lo ricorderà ed eviterà di chiederla nuovamente.

Microsoft Power Virtual Agents è ora in general availability

Configura ed implementali su molteplici canali
Incorpora facilmente il chatbot ovunque la tua azienda voglia coinvolgere i clienti: siti, app mobili, Facebook, Teams o vari canali supportati da Bot Framework.

Microsoft Power Virtual Agents è ora in general availability

Verifica facilmente cosa funziona e cosa dev’essere migliorato
Analizza i bot e la customer conversations per capire meglio come stiano andando specifici argomenti, cosa abbia un particolare impatto sull customer satisfaction score (CSAT) ed identifica dove ci siano possibilità di miglioramento.
Visualizza facilmente quali conversazioni vengano passate agli agenti umani e decidi quali argomenti insegnare successivamente al chatbot.

Microsoft Power Virtual Agents è ora in general availability

AI e human partnership
Power Virtual Agents permette alla tua azienda di mettere assieme il meglio di agenti umani e virtuali per dare ai tuoi utenti la miglior esperienza possibile.
Quando il chatbot non può essere d’aiuto, inserisce automaticamente un agente umano a cui passa le informazioni apprese fino a quel momento.
Power Virtual Agents può essere facilmente configurato per lavorare con Dynamics 365 Omnichannel for Customer Service. In alternativa, puoi connetterlo ad un provider di live chat di tua scelta.

Microsoft Power Virtual Agents è ora in general availability

Ti indichiamo anche un mini video di Power Virtual Agents.


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: Microsoft Power Virtual Agents is now generally available.