Novità sui componenti di Power Apps

Microsoft ha aggiunto due nuove funzionalità sperimentali ai componenti basati su formule:

  • Behavior properties – Proprietà di comportamento. Ora è possibile attivare un evento personalizzato dal componente all’app di hosting. In precedenza, era possibile attivare solo OnReset. È ora possibile, ad esempio, attivare il proprio evento OnChange da un componente di selezione della data.
  • Property parameters – Parametri di proprietà. È ora possibile passare parametri per una valutazione di proprietà, in modo simile a come si passerebbero parametri a una query o una funzione in altri linguaggi. È possibile, ad esempio, definire una proprietà di output MathUtils.RandBetween che esegue un calcolo in base ai suoi parametri e viene chiamata come una funzione.

Con i parametri delle proprietà, ora puoi creare semplici funzioni definite dall’utente con formule. Ci sono alcune limitazioni, ad esempio le proprietà di output devono essere pulite e senza effetti collaterali.

Trattandosi di funzionalità sperimentali, non utilizzarle in produzione fino a quando non raggiungono l’anteprima. Per abilitarle, attiva questo interruttore in File> Impostazioni> Impostazioni avanzate> Funzionalità sperimentali:

Proprietà di comportamento

Immagina di voler creare un componente per raccogliere le date di inizio e di fine. Potrebbe essere simile a questo con due controlli di selezione della data:

Supponiamo ora che tu voglia sapere nella tua app se una di queste due date cambia. I controlli di selezione della data hanno eventi OnChange, ma fino ad ora non c’era modo di collegarli all’app che ospita il componente.

Adesso invece è possibile. Possiamo aggiungere una nuova proprietà personalizzata, denominarla OnChange e fare in modo che il suo tipo di proprietà sia Behavior:

Con questo in atto, ora possiamo richiamare questa proprietà dall’interno del nostro componente come se fosse una chiamata di funzione, mostrata qui da OnChange per entrambi i selettori di data:

E dall’interno della nostra app, possiamo scrivere una funzione per agire quando uno di questi selettori di date cambia:

Il risultato:

Parametri di proprietà

Non sarebbe fantastico se potessimo passare i parametri a OnChange?

Torniamo al nostro esempio e passiamo le date di inizio e fine alla formula OnChange. In fondo alla definizione della proprietà del componente c’è una nuova funzione per l’aggiunta di parametri:

Selezionando + Nuovo parametro possiamo aggiungere Start con un tipo di dati DateTime:

E dopo aver fatto la stessa cosa per End, avremo due parametri opzionali:

Con questi parametri possiamo aggiornare il componente per passare i valori correnti dai selettori di data all’evento:

Infine, aggiorniamo la formula OnChange nell’app per utilizzare questi parametri.

Tieni presente che poiché abbiamo aggiunto i parametri all’evento, il valore della formula nell’app sarà tornato al valore predefinito e la nostra precedente personalizzazione andrà persa. Si tratta di un bug che speriamo Microsoft risolva presto.

In questo esempio, le date di inizio e di fine potrebbero essere disponibili in questo caso come proprietà di output. Ma ci sono altri casi in cui sono presenti informazioni specifiche al momento in cui l’evento è stato attivato, che potrebbero cambiare nel momento in cui la formula lo legge. L’utilizzo dei parametri corregge quei valori per quella specifica chiamata di evento.

Funzioni pure

Possiamo usare i parametri delle proprietà anche in quelle di input e output. Un buon esempio di ciò sarebbe una libreria di utilità matematiche. Al momento la funzione RandBetween di Excel non c’è in Power Apps. Ma è possibile ricrearla usando la funzione Rand.

Iniziamo creando un nuovo componente MathUtils con una proprietà personalizzata RandBetween del tipo di proprietà Output e del tipo di dati Number:

Aggiungeremo due parametri a questa proprietà per l’intervallo. Excel assegna a questi parametri il nome Bottom e Top, di tipo Number. Questi sono entrambi parametri obbligatori in Excel.

All’interno del componente, definiremo la formula per calcolare RandBetween sulla base di questi parametri:

If( Top >= Bottom, 

    Round( Rand() * (Top – Bottom) + Bottom, 0 ),

    Blank()

)

Ora possiamo chiamarlo come una funzione dall’interno della nostra app. Dovremo creare un’istanza di questo componente, con il nome predefinito MathUtils_1. Qui vengono utilizzati due controlli di scorrimento come input e il risultato viene visualizzato in un controllo etichetta:

Quando i cursori cambiano, viene calcolato un nuovo numero casuale tra i due. Si noti che se Bottom è maggiore di Top, viene restituito un valore vuoto:

Si tratta di una funzione definita dall’utente scritta nel linguaggio delle formule di Power Apps. Sono solo i primi passi e Microsoft sta iniziando a vedere alcuni dei limiti scomodi su cui lavorare:

  • RandBetween è una funzione pura: fa il suo lavoro basandosi esclusivamente sui suoi parametri di input. Non può leggere lo stato nell’app, come variabili globali o origini dati.
  • RandBetween è una proprietà del flusso di dati. Non può cambiare stato all’interno del componente o dell’app.
  • Il componente doveva essere istanziato. È un componente UX che deve essere posizionato sullo schermo, dove in effetti MathUtils non ha alcuna UI. Sarebbe meglio se RandBetween fosse semplicemente una funzione MathUtils e non orientata agli oggetti.

Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: https://powerapps.microsoft.com/en-us/blog/enhanced-component-properties/

Microsoft annuncia il deployment service per Windows Update for Business

Microsoft è entusiasta di annunciare il servizio di distribuzione di Windows Update for Business. Questo nuovo servizio consente ai professionisti IT di soddisfare gli obiettivi di business delle loro organizzazioni e le esigenze dei loro utenti finali, indipendentemente da dove risiede un dispositivo: in ufficio, a casa o in viaggio.

Nell’ultimo anno, le organizzazioni sono passate rapidamente a strategie di lavoro a distanza, enfatizzando e sfruttando i servizi cloud più che mai. L’ approccio a Windows as a Service si è evoluto dal rilascio di Windows 10. Sono stati aggiunti più controlli e sviluppati framework per aiutare gli utenti a passare con successo al servizio cloud.

Microsoft AI è alla base delle decisioni di aggiornamento per oltre un miliardo di dispositivi in tutto il mondo e si impegna a rendere disponibili gli stessi controlli e la stessa tecnologia a ogni gestore di dispositivi. Il servizio di distribuzione è progettato come una soluzione di livello aziendale su questa piattaforma di manutenzione.

Queste tecnologie rappresentano un entusiasmante passo successivo nell’evoluzione di Windows as a Service.

Uno sguardo più da vicino al servizio di distribuzione di Windows Update for Business

Il servizio di distribuzione è un nuovo servizio cloud all’interno della famiglia di prodotti Windows Update for Business. Fornisce il controllo sull’approvazione, la pianificazione, il monitoraggio e la protezione del contenuto fornito da Windows Update ed è progettato per funzionare in armonia con i criteri di Windows Update for Business esistenti.

  • L’IT ha il controllo: Approvare e pianificare qualsiasi contenuto di Windows fornito da Windows Update, inclusi aggiornamenti delle funzionalità, aggiornamenti di qualità, driver e firmware. In qualità di professionista IT responsabile dell’organizzazione, se non ha approvato il contenuto, non verrà distribuito.
  • Facile da adottare: Il servizio di distribuzione è integrato con Microsoft Endpoint Manager, tramite controlli solo cloud o co-gestione in modo da poter adottare contenuti e funzionalità al proprio ritmo. Non c’è bisogno di “sollevare e spostare” l’organizzazione in una sola volta.
  • Reattivo al cambiamento: Fornire innovazione tramite servizi cloud ne semplifica l’adozione. Le funzionalità sono comuni in tutte le versioni del sistema operativo e non è più necessario installare un aggiornamento per accedere ai nuovi controlli di aggiornamento.
  • Conforme e incentrato sulla privacy: Certificazione ISO 27001, FedRAMP High, HiTRUST e SOC II.

Il servizio di distribuzione estende in modo significativo il piano di gestione disponibile per i dispositivi che si connettono a Windows Update. Consentirà di:

  • Pianificare le distribuzioni degli aggiornamenti in modo che inizino in una data specifica (es: distribuire 20H2 su questi dispositivi il 14 marzo 2021).
  • Distribuire in fasi per un periodo di giorni o settimane utilizzando espressioni avanzate (es: distribuire da 20H2 a 500 dispositivi al giorno, a partire dal 14 marzo 2021).
  • Ignorare i criteri preconfigurati di Windows Update for Business per distribuire immediatamente un aggiornamento della sicurezza in tutta l’organizzazione in caso di emergenza.
  • Garantire la copertura di hardware e software nell’azienda attraverso distribuzioni personalizzate per un gruppo di dispositivi univoco tramite il pilotaggio automatico.
  • Sfruttare Microsoft ML per identificare e sospendere automaticamente le distribuzioni su dispositivi che potrebbero essere interessati da una sospensione di salvaguardia.
  • Gestire gli aggiornamenti di driver e firmware proprio come gli aggiornamenti delle funzionalità e gli aggiornamenti di qualità.

Disponibilità

La versione di anteprima del servizio di distribuzione sarà disponibile per tutti i clienti Windows Enterprise nella prima metà del 2021. Queste funzionalità saranno rese disponibili tramite le nuove API di Microsoft Graph e il PowerShell SDK associato. Un’estensione a Update Compliance fornirà reportistica e supporto di monitoraggio per il servizio di distribuzione.

Per i clienti che cercano una soluzione integrata, Microsoft sta offrendo queste funzionalità anche tramite Microsoft Endpoint Manager. Ha iniziato con l’ aggiornamento delle funzionalità di Windows 10 in anteprima pubblica, e di seguito ha reso disponibili nuove funzionalità di reporting organizzativo e operativo, con ulteriori features di gestione degli aggiornamenti in arrivo nelle versioni future.

Per tutti i clienti aziendali, le funzionalità del servizio di distribuzione sono disponibili per i dispositivi aggiunti ad Azure AD e ad Azure AD Hybrid coperti da una licenza utente di Microsoft 365 o Windows 10 E3. Il supporto di Intune richiede una licenza Microsoft 365 E3 o entrambe le licenze Windows ed EMS E3.

Per ulteriori dettagli sugli scenari e sulle funzionalità disponibili tramite il servizio di distribuzione: https://aka.ms/WindowsAtIgnite.


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: https://techcommunity.microsoft.com/t5/windows-it-pro-blog/announcing-the-windows-update-for-business-deployment-service/ba-p/2178419

Microsoft prepara Power Fx, un nuovo linguaggio low-code per la Power Platform

Microsoft sta cercando di semplificare ulteriormente l’accesso alla sua piattaforma low-code con un nuovo linguaggio chiamato Power Fx.

Microsoft è in continua evoluzione per rendere la sua Power Platform più facile da usare per i non programmatori. L’ultima aggiunta è un nuovo linguaggio a basso codice chiamato Power Fx. Molto probabilmente sarà annunciato all’evento virtuale Ignite, la prima settimana di marzo.

Power Fx si rivolge a un pubblico chiave della piattaforma: gli utenti di Excel. Il linguaggio, espresso nel testo, si basa sull’utilizzo di formule. Utilizzando Power Fx, gli utenti saranno in grado di personalizzare la logica sulla Power Platform. L’obiettivo è rendere davvero la strumento adatto alle persone con poca esperienza di programmazione.

Come nel caso di altri elementi della Power Platform, come Power Apps e Power Automate, gli utenti saranno in grado di aggiungere codice normale alle formule utilizzando gli strumenti di sviluppo tradizionali quando necessario. Molto probabilmente ci sarà anche una sorta di collegamento con Dataverse, Common Data Service (CDS), che consente agli utenti di archiviare e gestire i dati utilizzati dalle applicazioni aziendali.

Restate sintonizzati!


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: https://www-zdnet-com.cdn.ampproject.org/c/s/www.zdnet.com/google-amp/article/microsoft-readies-power-fx-a-new-power-platform-low-code-language/

Ora disponibile in public preview la migrazione delle caselle postali tra tenant

Storicamente, quando un amministratore di Exchange Online doveva migrare le caselle postali da un tenant ad un altro, il modo tipico per farlo era rimuovere la casella da quello di origine e importarla in quello di destinazione.

Microsoft è felice di annunciare la public preview di un servizio di migrazione delle cassette postali cross-tenant, cioè che consente di spostarle tra tenant. Questo servizio elimina la necessità di eseguire l’offboarding e l’onboarding delle caselle mail, consentendo una migrazione più rapida e a costi inferiori. Ciò è particolarmente vantaggioso per le aziende che subiscono fusioni, acquisizioni, cessioni o scissioni.

Il nuovo processo di spostamento include una maggiore sicurezza, nonché la possibilità di definire l’ambito degli spostamenti. Il servizio utilizza un’applicazione Enterprise in Azure Active Directory (Azure AD) e Azure Key Vault, consentendo agli amministratori di gestire sia l’autorizzazione che l’ambito delle migrazioni delle caselle da un tenant a un altro. Questi spostamenti utilizzano un modello di invito e consenso per stabilire l’applicazione Azure AD Enterprise usata per l’autenticazione tra tenant.

Prerequisiti

Azure Key Vault viene utilizzato per archiviare e accedere in modo sicuro al certificato usato per autorizzare e autenticare la migrazione delle caselle. Per questo motivo, nel tenant di destinazione, è necessaria una sottoscrizione a questo servizio per eseguire il passaggio.

Per la public preview, è consigliabile eseguire gli script forniti da Microsoft con i permessi di amministrazione globale per configurare l’archivio e il certificato di Azure Key Vault, l’app per lo spostamento della cassetta postale, l’endpoint di migrazione e la relazione dell’organizzazione.

Nel tenant di origine, è necessario un gruppo di sicurezza abilitato alla posta prima di eseguire l’installazione. Questo gruppo verrà utilizzato per esaminare l’elenco delle caselle che possono essere spostate da un’ambiente all’altro, il che aiuta a prevenire lo spostamento di utenti indesiderati.

Per questa migrazione, avrai anche bisogno dei Tenant IDs per i tenant di origine e di destinazione, che puoi trovare utilizzando queste istruzioni.

Migrare le caselle di posta

Dopo aver impostato i prerequisiti necessari, incluse le relazioni tra tenant e le impostazioni di configurazione, gli amministratori possono utilizzare il cmdlet New-MigrationBatch per spostare le caselle tra gli ambienti. Il processo di spostamento esegue i controlli di autorizzazione necessari e, in tutti i casi, è sempre l’amministratore del tenant di destinazione che avvia lo spostamento (spostamento pull), proprio come per le migrazioni da on-premise a cloud. Attualmente, tutti gli spostamenti vengono attivati tramite PowerShell, ma il supporto per l’interfaccia di amministrazione di Exchange sarà presto disponibile.

In questo articolo, trovi i passaggi necessari per avviare le migrazioni di caselle postali cross-tenant. Mentre su GitHub, hai a disposizione utili dettagli sugli script forniti da Microsoft.


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: https://techcommunity.microsoft.com/t5/microsoft-365-blog/cross-tenant-mailbox-migration-in-now-in-public-preview/ba-p/1692465

Oltre 350.000 server di Exchange sono ancora senza patch

Era stata rilasciata diversi mesi fa ma la sua adozione è stata lenta.

Oltre 350.000 server di Exchange sono ancora senza patch

Oltre 350,000 tra tutti i server Microsoft Exchange potrebbero non aver ancora adottato la patch contro la vulnerabilità dell’esecuzione remota del codice post-autenticazione CVE-2020-0688.
La conseguenza? Un forte impatto su tutte le versioni supportate di Microsoft Exchange Server.
La soluzione era presente all’interno della patch rilasciata da Microsoft il giorno 11 febbraio ma sono poche le aziende che l’hanno effettivamente applicata ai propri server.

Microsoft ha incoraggiato gli amministratori ad applicare la patch il più presto possibile, etichettandola all’interno dell’exploitability index assessment come “Exploitation More Likely“, accennando alla vulnerabilità e rilevando che potrebbe essere un bersaglio invitante per i mal intenzionati.

Microsoft ha inoltre dichiarato di anticipare i futuri attacchi alla vulnerabilità della remote code execution: per questo è ancora più importante installare la patch!!

Gli attacchi ai server di posta Exchange vulnerabili sono iniziati a febbraio e sono avvenuti dopo il rilascio di un report tecnico che illustrava nel dettaglio come funzionasse il bug.

Ora, quasi due mesi dopo, i ricercatori Rapid7 hanno usato il loro Project Sonar per scansionare Internet ed hanno rilevato che almeno l’82,5% dei 433.464 server Exchange sono vulnerabili al CVE-2020-0688.
A peggiorare le cose, c’è il fatto che molti dei server contrassegnati da Rapid7 come sicuri dagli attacchi risulterebbero comunque vulnerabili poichè molti update al server non includono l’update ai build number.

Ci sono due sforzi fondamentali che gli amministratori di Exchange e i team di sicurezza informatica devono intraprendere: verificare l’implementazione dell’aggiornamento e verificare la presenza di segnali di compromissione“, ha spiegato Tom Sellers, senior manager di Rapid7 Labs.
Gli account utente compromessi e gli account utilizzati negli attacchi contro i server Exchange possono essere rilevati controllando i Windows Event ed i IIS logs per porzioni di payload codificati, incluso sia il testo “Invalid viewstate” che la stringa __VIEWSTATE e __VIEWSTATEGENERATOR per le richieste a un percorso sotto /ECP.

Microsoft afferma che, poiché non esistono fattori attenuanti per questa vulnerabilità, è estremamente importante applicare la patch ai server prima che gli hacker possano individuarli e compromettere l’intera rete.


Le informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo: A critical flaw in 350,000 Microsoft Exchange remains unpatched.