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Nuove funzioni in arrivo nei prodotti Office 365

Microsoft Office 365 guida la trasformazione digitale, dando alle organizzazioni l’opportunità di accelerare e ottimizzare i processi aziendali. In questi giorni sono state annunciate una serie di funzionalità per SharePoint e OneDrive, integrate con PowerApps, Power BI, Microsoft Flow e Microsoft Forms, che consentono di creare e condividere moduli personalizzati, applicazioni e flussi di lavoro per automatizzare i processi.

Microsoft Forms permette di creare sondaggi e moduli semplici utilizzabili all’interno e all’esterno dei confini dell’organizzazione. I form personalizzati con PowerApps e la formattazione di colonne nelle liste SharePoint consentono di migliorare la user experience. I form mobile di PowerApps e Flow possono ora essere condivisi nelle visualizzazioni del browser per i siti SharePoint per un’esperienza utente più coerente. Gli elenchi di SharePoint vengono ottimizzati con l’indicizzazione predittiva per accelerare gli elenchi con milioni di articoli.

Ecco alcune novità in arrivo (tra parentesi la data prevista di rilascio nei tenant impostati in First Release)

Custom forms with PowerApps: possibilità di creare forms per SharePoint mescolando dati provenienti da oltre 150 fonti sia online che on-prem (Ottobre 2017)
Flow for OneDrive: possibilità di avviare un workflow Flow direttamente da OneDrive (Ottobre 2017)
Column formatter: possibilità di formattare graficamente i valori nelle colonne di liste e library SharePoint (Ottobre 2017)
Predictive indexing: SharePoint ordina automaticamente, esegue query e indicizza le informazioni in modo che sia ancora più facile lavorare con le liste e le librerie più grandi (in questi giorni)
Flow launch panel: quando un Flow viene avviato si potrà aprire una finestra dove inserire informazioni da utilizzare nel workflow (Ottobre 2017)
Document/item review: Flow pronto all’uso che permetterà indirizzare un documento per la revisione e il feedback (Dicembre 2017)
Custom approval action: Crea processi personalizzati con Flow, per approvare e pubblicare contenuti per le librerie che richiedono il controllo formale e l’approvazione. (Novembre 2017)
Power BI & Forms web parts. Possibilità di inserire Forms e Power BI in qualsiasi pagina di SharePoint. (Ottobre 2017)
PowerApps web part: Possibilità di inserire form Power Apps in qualsiasi pagina di SharePoint. (Dicembre 2017)

Alcuni dettagli:

Column formatter
Le liste di SharePoint possono essere personalizzate per supportare quasi tutti i contenuti o le applicazioni di business. Ma fino ad ora la formattazione di campi e colonne richiedeva competenze di sviluppo. Oggi introduciamo nuove funzionalità che permettono la formattazione personalizzata anche a non sviluppatori. Grafici a barre, codifica colore, icone KPI rosso-giallo-verde o icone interattive per e-mail e Flow possono essere facilmente aggiunti a qualsiasi elenco o libreria.

SharePoint Column Formatter

Predictive indexing – Lavorare con le liste e le librerie più grandi con l’indicizzazione e l’index predittivo
Gli elenchi di SharePoint sono da tempo utilizzati per la pianificazione, il monitoraggio, la collaborazione e la gestione dei dati. È possibile conservare fino a 30 milioni di elementi in un elenco di SharePoint. Ma fino a poco tempo fa, la memorizzazione di poche migliaia di articoli richiedeva un’attenta pianificazione e amministrazione.
Al superamento delle 5000 voci, SharePoint rileva i campi utilizzati nelle viste, ordini e aggiunge automaticamente gli indici senza intervento da parte dell’utente o di throttles. L’esperienza utente moderna è inoltre ottimizzata per utilizzare questi indici, se disponibili, e per recuperare i dati in serie per evitare blocchi.

Custom forms with PowerApps
I power users possono utilizzare PowerApps (al posto di InfoPath o un codice personalizzato) per creare moduli personalizzati di SharePoint. I moduli personalizzati vengono lanciati nell’elenco di SharePoint in un pannello dinamico e responsivo.

Custom forms with PowerApps

Quasi tutti gli utenti possono utilizzare PowerApps per personalizzare i moduli predefiniti per la visualizzazione e la modifica dei dati SharePoint. Inoltre, i moduli SharePoint personalizzati possono trarre vantaggio dalle funzionalità complete di PowerApps: la possibilità di connettersi senza l’utilizzo di codice a oltre 150 servizi di dati come Google, Dynamics, Salesforce, Box, Twilio e Chimp.

A dicembre sarà rilasciata la possibilità di incorporare qualsiasi PowerApp su qualsiasi pagina di SharePoint. PowerApps supporta la maggior parte degli scenari che le organizzazioni hanno affrontato con InfoPath e consente di sfruttare nuove funzionalità cloud-first e mobile-first.

Power BI & Forms web parts – Arricchisci l’esperienza utente con le nuove Web Part di SharePoint
Semplifica il processo di integrazione delle applicazioni aziendali nelle pagine di SharePoint. Nuove web part per Microsoft Forms, Power BI e PowerApp consentono ai progettisti di combinare tali esperienze su qualsiasi pagina di SharePoint.

Power BI & Forms web parts

Flow launch panel
Microsoft Flow semplifica e automatizza i processi aziendali in SharePoint, in Office 365 e oltre il perimetro delle app Microsoft. I flussi possono essere eseguiti automaticamente, in base a un evento di trigger o è possibile avviare un flusso per un elemento o un documento selezionati.

Flow launch panel consente di aggiungere valori a un flusso prima della sua esecuzione. Ad esempio, un flusso di richiesta di nuove attrezzature potrebbe richiedere di scegliere fra desktop, computer portatile o tablet e inviare tale selezione al responsabile della gestione della richiesta. Verrà richiesto di immettere informazioni in un pannello che si apre direttamente all’interno di un elenco o libreria.

Flow launch panel

Nuovi servizi di Autopilot e AutoSequencer

Di cosa si tratta? Di un servizio basato sul cloud che semplifica l’implementazione e la gestione dei nuovi PC Windows 10. Nelle grandi organizzazioni, ogni volta che viene acquistato un nuovo PC, non può essere consegnato direttamente ai dipendenti: sono gli amministratori di rete he hanno il compito di configurare il dispositivo a seconda delle esigenze della loro azienda.
Con Windows AutoPilot Deployment gli amministratori di rete potranno personalizzare l’esperienza di setup di Windows 10 usando una configurazione salvata sul cloud e offrendo un’esperienza di distribuzione self-service degli utenti, che dovranno semplicemente accendere il PC. Gli IT non dovranno ripristinare macchine o aggiungere drivers. Il servizio abilita il provisioning chiamato “zero touch” dei nuovi PC e permetterà di saltare alcuni degli step introduttivi tradizionali, necessari in precedenza per l’avvio di una macchina.

Il servizio di AutoPilot funziona con la versione 1703 di Windows 10.
“Il surface team sta lavorando con clienti e partner per distribuire il programma di Deployment di Windows AutoPilot e l’obiettivo è quello di renderlo disponibile nel corso dell’anno”.

Con l’introduzione di Windows AutoPilot deployment, OEM, distributori e rivenditori potranno collegare i dispositivi all’organizzazione.
Se l’azienda compra invece i PC Windows 10 da altri rivenditori, dovrà invece verificare che il distributore in questione partecipi al Windows AutoPilot Deployment Program.

Il servizio di Windows AutoPilot consiste in pochi semplici passaggi per l’implementazione di PC con Windows 10.
Trovate tutto riassunto nel video qui sotto.

Semplificando, funziona in questo modo:
1. Il fornitore del PC invia all’azienda che ha ordinato l’hardware un “device ID file”
2. Il reparto IT, carica questo file nel servizio di Windows AutoPilot;
3. Viene creato un profilo di deployment che verrà assegnato ai dispositivi;
4. Gli utenti ritirano il computer direttamente dal venditore e, a questo punto, non dovranno fare altro che accenderlo ed accedere con la loro password di Azure Active Directory.

Ulteriori funzionalità di Windows AutoPilot
Microsoft ha intenzione di aggiungere 3 nuove funzionalità al servizio di Windows AutoPilot quando verrà rilasciato Windows 10 “fall creators update”.

Tra queste:
– La possibilità di resettare un dispositivo allo stato business-ready. In questo modo, i dispositivi resettati conserveranno il domain Active Directory e il MDM enrollment states.
– Funzionalità di “self-service Active Directory domain join”. Sarà così possibile pre-assegnare un dispositivo Windows 10 ad un utente specifico per erogare un’esperienza altamente personalizzata.
– Gli utenti finali vedranno una sorta di indicatore di progresso durante il processo di device provisioning. Questa funzionalità, sarà disponibile solo con l’aggiornamento di Windows 10 fall creators.

AutoSequencer
Per chi non lo conoscesse, il Sequencer è il software che permette di trasformare un’applicazione reale in un’applicazione virtuale, creando un pacchetto .appv.

Nella versione Creators Update di Windows 10 (1703) è stata aggiunta la funzionalità di AutoSequencer.
L’AutoSequencer, interamente basato su PowerShell, permette di creare macchine virtuali e di trasformare le applicazioni in pacchetti di App-V in maniera automatizzata.

Configurazione
Per utilizzare la funzionalità di AutoSequencing è necessario avere un pc fisico con installato Windows 10 versione 1703 ed Hyper-V. Sul medesimo pc deve inoltre essere installata la versione corrispondente del Windows 10 ADK (Windows Assessment and Deployment Kit), che contiene sia il Sequencer che l’AutoSequencer.
Potete scaricarlo a questo link: Scarica Windows ADK.

Scarica Windows ADK

ATTENZIONE: nel corso dell’installazione è importante che scegliate la funzionalità Microsoft Application Virtualization (App-V) Sequencer ed installiate sia il Sequencer che l’AutoSquencer come raffigurato nell’immagine seguente.

Microsoft Application Virtualization (App-V) Sequencer

Installazione di Windows 10 ADK

Tutte le precedenti operazioni devono essere eseguite su una macchina fisica: verrà utilizzato Hyper-V.
Sull’host sarà inoltre necessario abilitare Powershell Remoting utilizzando il comando Enable-PSRemoting da un prompt di PowerShell lanciato con privilegi elevati.

Powershell

Creazione della VM di AutoSequencing
Per procedere alla creazione della macchina virtuale da utilizzare per l’AutoSequencing, verrà utilizzato uno script scaricabile dalla Technet Gallery all’indirizzo: Convert-WindowsImage.ps1.

Covert Windows images

A questo punto, lo script convertirà la nostra immagine ISO in un VHD da utilizzare successivamente per la macchina virtuale dell’AutoSequencer. La macchina usa obbligatoriamente il disco in formato VHD ed inizializzato in modalità MBR. Dopo aver avviato PowerShell ISE con privilegi amministrativi e aver lanciato lo script, è necessario eseguire il comando:

Convert-WindowsImage -SourcePath “C:\Users\Nic\Downloads\en_windows_10_enterprise_version_1703_updated_march_2017_x64_dvd_10189290.iso” -VHDFormat VHD -VHDPartitionStyle MBR -VHDPath “C:\Users\Nic\Documents\AutoSequencer.vhd”

È necessario indicare il percorso dove si trova il file ISO e dove vogliamo che venga salvato il file VHD.

creazione file VHD

Il processo di creazione del file VHD porterà via qualche minuto. Al termine riceverete conferma dell’avvenuta creazione.

Creazione file VHD

Terminata la creazione del file VHD si può procedere con il provisioning della Macchina Virtuale che conterrà il Sequencer. Prima di procedere è necessario assicurarsi di aver scaricato sull’host Windows 10 ADK (oltre ad averlo installato) e, da un prompt PowerShell con privilegi elevati, lanciare il comando:

New-AppVSequencerVM -VMName AutoSequencer -ADKPath “C:\Users\Nic\Downloads\Windows Kits\10\ADK” -VHDPath “C:\Users\Nic\Documents\AutoSequencer.vhd” -VMMemory 4096MB -VMSwitch “External Switch”

Nel comando qui sopra è stato indicato il percorso dove è stata scaricata la versione offline di Windows 10 ADK, il percorso dove si trova il file VHD creato in precedenza, la quantità di RAM da dare alla VM e il virtual switch a cui collegare la VM.

Percorso file VHD

L’operazione durerà alcuni minuti. Durante il processo, la macchina viene avviata, Windows 10 effettuata l’OOBE (Out Of The Box Experience), viene installato l’App-V Sequencer all’interno della VM e catturato un CheckPoint della VM.

Creazione della macchina virtuale

Copia dei pacchetti di installazione del Sequencer all’interno della VM
Creazione dei pacchetti di installazione del Sequencer

Installazione completata
Installazione completata

Creazione dell’applicazione virtualizzata
Per poter virtualizzare un’applicazione utilizzando PowerShell è necessario creare un file di configurazione in formato XML.

Una volta salvato il file sarà sufficiente eseguire sulla macchina Host il seguente comando PowerShell con privilegi elevati:

New-BatchAppVSequencerPackages -ConfigFile “C:\Apps\Chrome.xml” -VMName Autosequencer -OutputPath C:\Apps\

Lo script provvederà a creare un Checkpoint, ad avviare la macchina e a copiare all’interno della VM il file di installazione di Google Chrome. Vi verrà chiesto di collegarvi in Desktop Remoto e a quel punto l’installazione proseguirà in maniera automatica. Nessun intervento è richiesto da parte nostra in quanto nel file XML di configurazione abbiamo scelto di installare il software in modalità Silent indicando l’opzione /S. In caso contrario, si procederà manualmente con l’installazione del software.

Esecuzione dello script di AutoSequencer
Esecuzione dello script di AutoSequencer

Terminata l’installazione si chiuderà la connessione RDP e il package di App-V verrà copiato nella cartella indicata al momento di esecuzione dello script, come mostrato in figura:

Applicazione virtualizzata correttamente

A questo punto, il pacchetto di App-V è pronto per essere distribuito attraverso il portale di amministrazione del Server App-V oppure tramite System Center Configuration Manager. È anche possibile pubblicare manualmente nel client l’applicazione virtuale usando il comando PowerShell:

Add-AppvClientPackage -Path “C:\Apps\Google Chrome\Google Chrome.appv” | Publish-AppvClientPackage

Google Chrome eseguito correttamente in App-V

In questo modo, con il nuovo AutoSequence di App-V, potrete creare ed aggiornare facilmente le applicazioni utilizzando poche righe di PowerShell.

Alcune delle informazioni presenti in questo post, sono prese dall’articolo presente a questo link.

Microsoft forms: aggiornamenti di settembre

Integrazione di Teams e forms
In Microsoft Teams, ora è possibile utilizzare l’applicazione Microsoft Forms per eseguire rapidamente un sondaggio in una conversazione tramite il modulo Microsoft Forms. Aggiungendo una scheda Forms puoi invitare altri a rispondere a un sondaggio, a collaborare insieme e controllare i risultati in team. Il tuo team può anche configurare un connettore per fornire notifiche quotidiane in un sondaggio su un canale. Scopri di più su Microsoft Teams e Microsoft Forms Integration.

Nuove funzionalità di Microsoft Forms

Microsoft Forms SharePoint web part
In SharePoint, ora è possibile utilizzare la web part di Microsoft Forms per inserire un sondaggio direttamente in una pagina.
E’ quindi possibile rispondere ad un sondaggio direttamente da SharePoint; è possibile, inoltre, pubblicare in una pagina SharePoint i risultati del sondaggio. Questa web part può essere utilizzata sia in un sito di comunicazione che in un team site. Per ulteriori informazioni, visitare la pagina SharePoint web part powered by Microsoft Forms.

Nuove funzionalità di Microsoft Forms

Condividi i risultati con un link
Ora puoi condividere i risultati di un sondaggio tramite un collegamento. Chiunque abbia il collegamento può accedere alla vista riepilogativa delle risposte.

Nuove funzionalità di Microsoft Forms

Preview URL card
Inserendo il link di collegamento di un sondaggio in OWA o su una conversazione di Teams, il collegamento verrà sostituito da una preview card contenente informazioni sul sondaggio stesso.

Nuove funzionalità di Microsoft Forms

Introduzione a SharePoint Migration Tool

Sfruttare i servizi cloud non deve essere difficile ed i progetti di migrazione non devono essere a lungo termine. A Microsoft Ignite hanno annunciato una nuova soluzione di migrazione gratuita, semplice e veloce per aiutarti a migrare i contenuti dai siti SharePoint e dalle condivisioni di Office in SharePoint o OneDrive in Office 365.

SharePoint Migration Tool

Utilizzando lo strumento di migrazione SharePoint da Microsoft con pochi click semplici, potrai iniziare a portare le tue informazioni in cloud e approfittare delle soluzioni di collaborazione, intelligenza e sicurezza più recenti con Office 365.

Se stai cercando di migrare file share o SharePoint document library ospitate onPrem verso SharePoint onLine o OneDrive, lo strumento di migrazione SharePoint è stato progettato per supportare sia le migrazioni più piccole che quelle su vasta scala.

Utilizzando lo strumento di migrazione SharePoint, è possibile eseguire la migrazione rapida e semplice di file da file shares, siti di SharePoint o supporto a migrazioni di massa con pochi semplici clic nell’interfaccia.

SharePoint Migration Tool

Lo strumento di migrazione SharePoint fornisce inoltre informazioni dettagliate sul processo delle migrazioni esistenti e di quelle completate e offre report delle attività per identificare e risolvere i problemi che si sono verificati durante il processo di migrazione.

Per ulteriori dettagli e vedere lo strumento di migrazione di SharePoint in azione, quarda questo video:

Per iniziare e provare in anteprima il nuovo strumento di migrazione di SharePoint da Microsoft visita https://aka.ms/spmt.

Risorse:
How to use the SharePoint Migration Tool
How the SharePoint Migration Tool works
How to format your CSV file for data content migration
Create a user mapping file for data content migration
SharePoint Online and OneDrive Migration Speed SharePoint Online provided Azure containers and queues for SPO Migration API

Estensione di Skype for Business Online Meetings ad utenti esterni

Molti utenti si lamentavano del fatto che risultava spesso complicato, per i partecipanti esterni, prendere parte a meeting online.
Microsoft ha lavorato su questi feedback per apportare miglioramenti e risolvere questa problematica.
I risultati? Tutta una serie di miglioramenti sono a disposizione degli utenti Office 365 da metà Aprile 2017.

Cos’è cambiato
• Esperienza semplificata di partecipazione al meeting con un singolo click per Internet Explorer
• Possibilità di partecipare a conferenze audio via PSTN call back
• Client sempre aggiornato
• Visualizzazione a schermo ottimizzata per la condivisione di contenuto e collaborazione

Microsoft sta inoltre pianificando di estendere questa nuova esperienza anche per clienti
on-premises attraverso un aggiornamento cumulativo.
Stay tuned!

Scenario esempio
Immaginiamo ora uno scenario esempio che copra l’intera esperienza di presa parte al meeting ed analizziamo i miglioramenti uno ad uno.
Garth è un utente Contoso che sta pianificando una riunione Skype con un suo cliente: Alice.
Garth pianifica il meeting nel suo client Outlook ed aggiunge lo Skype Meeting all’interno dell’invito che Alice accetta.

Ora, Garth si chiede come Alice possa partecipare al meeting.
• Prima di tutto, Alice ha Skype for Business?
• Se non ce l’ha, in che altro modo potrebbe partecipare alla riunione?
• Alice può scaricare ed installare la Web App di Skype sul suo PC?
• Alice ha i diritti di amministratore locale della sua macchina per effettuare questi passaggi?
• E per quanto riguarda le cuffie? Alice come può unirsi alla riunione sentendo l’Audio dello Skype Meeting?

Garth si chiede inoltre se debba dire ad Alice tutto quello che deve fare per unirsi alla riunione.
Vediamo cosa potrebbe succedere.

1. Alice non ha Skype for Business installato sul suo PC e non possiede neanche i diritti di amministratore sulla sua macchina;
2. Alice clicca sul link Join Skype Meeting presente nell’invito ed installa Skype Web App. L’installazione si completa in pochi secondi e non è necessario possedere diritti amministrativi per la propria macchina.

Partecipare a Skype Meeting

3. Dopo l’installazione, Alice clicca su Join the meeting. A questo punto, parte la nuova Web App di Skype, Alice digita il suo nome ed è connessa al meeting.

Come partecipare ad un meeting su Skype Web App

4. Garth condivide con Alice alcune slides PowerPoint: la Web App seleziona automaticamente il layout migliore per il contenuto condiviso ed inizia la riunione. L’interfaccia utente di Skype Web App è ottimizzata per la visualizzazione a schermo in modo da permettere collaborazione e condivisione del contenuto.

Interfaccia utente di Skype Web App

5. La notifica in giallo in fondo alla schermata, comunica ad Alice che sta utilizzando Skype for Business Audio and Video. Può anche decidere di effettuare il dial-in al meeting o utilizzare la funzione call-me back.
Quest’ultima possibilità risulta molto utile in scenari in cui il partecipante esterno non ha a disposizione un dispositivo audio (cuffie).

Attenzione
La funzione call-me back richiede l’abilitazione della policy AllowAnonymousUsersToDialOut da parte dell’Amministratore IT all’interno della conferencing policy dell’organizzatore del meeting.

Skype for business Audio e Video
Skype for business: funzione call me back

Al nuovo Skype for Business Web App sono stati apportati diversi miglioramenti:

1. Esperienza di condivisione schermo più veloce, affidabile ed efficiente
La nuova Web App supporta la video based screen sharing (VBSS), il che migliora l’intera esperienza utente per la sessione condivisa.

2. Controlli disabilitati
I comandi per la condivisione del contenuto sono disabilitati per i partecipanti.
Una volta che l’utente è adibito a relatore, i controlli si accenderanno ed inizia la condivisione dello schermo o di altro contenuto utilizzando Skype for Business Web App.

Skype for Business: controllo schermo e condivisione contenuto del relatore

3. Salvataggio impostazioni
Nel momento in cui si abbandona il meeting, Skype for Business Web App vi chiederà se volete salvare le impostazioni correnti per il prossimo meeting, come il Nome Visualizzato ed il metodo di audio join preferito (IP audio, dial-in o call-me se disponibile).

4. Sign-In con l’Account Office 365
Invece di partecipare come Ospite, è possibile effettuare il sign-in come utente autenticato utilizzando l’Account Office 365.

Sign in come utente Office 365 per partecipare a Skype Meeting

Client sempre aggiornato
Quando l’utente si unisce al meeting, la Web App effettua il controllo delle nuove versioni.
Se c’è un aggiornamento disponibile, questo viene scaricato in background e l’utente partecipa normalmente alla riunione.
Una volta concluso il meeting, Skype for Business Web App si aggiornerà automaticamente.
Le nuove versioni della Web App sono compatibili con tutte le precedenti versioni: non dovrete installare una versione più vecchia se partecipate ad un meeting ospitato in un ambiente on-premises.

Votate la qualità del meeting
Alla fine di un meeting verrà sottoposto un breve sondaggio a tutti gli utenti che hanno partecipato(da PC Windows) all’esperienza Skype for Business Web App. L’utente non avrà accesso a questi dati che verranno invece utilizzati da Microsoft per migliorare l’esperienza futura.

Vota la qualità del meeting Skype for Business

Garth e Alice hanno in questo modo completato il loro meeting senza problemi nonostante fosse la prima volta che Alice entrava in contatto con Skype for Business!